Finisce l'era del precariato |Asp, stabilizzati 355 contrattisti

Finisce l’era del precariato |Asp, stabilizzati 355 contrattisti

Il dg dell'Asp di Palermo Daniela Faraoni con un gruppo di nuovi OSS

Commenti

    Risultato che è sicuramente sintomo di una dirigenza capace. Ma quanto di questi nuovi e giustamente stabilizzati si ricorderanno alle elezioni che il tutto è stato reso possibile grazie alla legge Madia del PD.

    hai detto bene, ora ottenuta la stabilizzazione sono liberi di votare chi vogliono e liberi di continuare ad essere iscritti ad un sindacato o meno.

    Stanno stabilizzando solo la metà dei lavoratori e quelli stabilizzati avranno un contratto economicamente più scarso. La stabilizzazione più sbagliata in tutta la regione Sicilia.

    Una assurda vergogna. Stabilizzati a discapito di colleghi che, saggiamente, per avere un posto a tempo indeterminato hanno fatto le valigie anni orsono alla volta del nord italia, a spendere quasi tutto lo stipendio in affitto, riscaldamento e spese di viaggio.
    Questi finte vittime sono rimasti a casa, vicino alla mamma che cucinava e lavava le mutande, incuranti e fregandosene di avere un contratto a tempo determinato , cioè che ha un INIZIO e una FINE. Loro hanno accettato questo tipo di contratto consapevoli che fosse a tempo determinato. La stabilizzazione è una ingiustizia nei confronti di tutti quelli che sono partiti perché saggiamente hanno pensato al loro futuro e hanno preferito lasciare la propria terra e i propri affetti alla mamma e alle mutande lavate e stirate.
    Vergogna i sindacati, vergogna il Pd.
    Queste notizie fanno solo vomitare e fanno capire come in italia la facciano franca sempre i soliti furbetti. Chi è onesto invece ha sempre la parte peggiore.

    e’ semplicemente vergognoso essere stabilizzato e percepire un salario meno corposo da quando si era precari,questo sempre grazie alla politica

    senza passare da un concorso, vedi che ora a causa del termine dei 3 anni slittato al 31.12.2019 anche i co.co.co e le partite IVA saranno stabilizzati, costoro hanno avuto un contratto di lavoro presentando solo la domanda, titoli scarsi.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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