Forzese contro gli ex Udc: |"Non possono dettare le regole"

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Marco Forzese (nella foto), presidente della commissione Affari istituzionali all'Ars, critica aspramente gli ex esponenti Udc che, da poche ore, hanno dato vita a un nuovo gruppo politico. "Chi ha sostenuto Stancanelli sino a ieri - afferma - non può dettare regole ingessando l'azione politica di una coalizione che tende a lavorare per il bene della città".

terremoto centrista
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CATANIA – “Chi non ha ancora scelto da che parte stare non sia d’ostacolo a chi ha scelto e a chi crede nella rinascita di questa città”. Così Marco Forzese, deputato dei Drs all’Ars e presidente della Commissione politiche istituzionali, interviene nell’argomento caldo del momento, ovvero il terremoto politico che ha investito, ancora una volta, l’Udc siciliano. “Non c’è più tempo” – afferma Forzese, che lancia un appello alle forze che sostengono la coalizione di centrosinistra in città, affinché rompano gli indugi e inizino a comunicare alla gente il programma elettorale e, nello stesso tempo, critica aspramente chi, nelle ultime ore, starebbe voltando le spalle alla compagine a sostegno di Enzo Bianco sindaco, nonostante gli accordi presi.

Il riferimento è ovviamente a Lino leanza, ex capogruppo Udc all’Ars, appena confluito insieme ad altri deputati nel nuovo gruppo Articolo 4 e, di riflesso all’ex commissario nominato da Cesa, Salvo Di Salvo, già capogruppo dell’Unione di centro a Palazzo degli Elefanti e, ora, autosospesosi dalla carica. “Chi ha amministrato, chi ha sostenuto Stancanelli sino a ieri non può dettare regole ingessando l’azione politica di una coalizione che tende a lavorare per il bene della città – continua Forzese che affonda il colpo.

“Non mi sorprenderebbe- incalza – se questi ultimi, come loro consuetudine, dopo aver tirato la corda la tagliassero per andare a prendere il loro posto nel loro tradizionale schieramento di potere. Noi siamo stati per cinque anni opposizione di Stancanelli, di Lombardo e di Castiglione – evidenzia ill deputato – loro sono stati al governo comunale, provinciale e regionale. Per carità, è legittimo cambiare idea e modo di vedere le cose, lo si può fare e bisogna accettarlo ma – conclude – non a convenienza ed intralciando la strada a chi è ed è stato coerente”.

 


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