CATANIA – E’ risaputo che la carenza di organico e il deficit di risorse finanziarie e materiali hanno messo letteralmente il ginocchio l’efficienza del sistema giustizia. Una giustizia che perde sempre più credibilità agli occhi dei cittadini. A Catania si cerca di cambiare strategia e invece di “piangersi addosso” si è cercato di ottimizzare e razionalizzare le “scarse” risorse per tentare di innovare i servizi. Insomma Catania reagisce alla crisi strutturale e prova a reinventarsi valorizzando ciò, anche se poco, che ha a disposizione. E’ i risultati si iniziano a vedere. Il nuovo modus operandi è stato concretizzato in un progetto funzionale e organico che è stato presentato durante un interessante convegno che si è svolto al Tribunale di Catania e che ha avuto tra i relatori Giovanni Legnini, Vice Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura.
Nel corso dell’incontro, organizzato dalla Scuola Superiore della Magistratura, struttura territoriale decentrata di Catania, e la Corte di Appello di Catania dal titolo “Organizzazione del lavoro di giudici e avvocati e qualità della Giustizia”, si sono “focalizzati i principali elementi di criticità del sistema giudiziario italiano e si sono individuate le buone prassi più utili e significative e le iniziative di riorganizzazione dei servizi in corso sul territorio” – così come si legge nella nota di presentazione dell’evento. Ai lavori del convegno hanno partecipato Antonino Fichera, componente della struttura territoriale decentrata di Catania della S.S.M., il Primo Presidente della Corte di Cassazione, Giovanni Canzio, il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin, il Capo Dipartimento del Ministero della Giustizia, Gioacchino Natoli e il Presidente della Scuola Superiore della Magistratura, Gaetano Silvestri e il Presidente della Corte di Appello di Catania, Giuseppe Meliadò. Non è mancato il saluto del Presidente dell’Ordine Avvocati di Catania, Maurizio Magnano di San Lio.
Per poter mettere in atto il nuovo modus operandi centralizzato sull’innovazione gli uffici giudiziari del Distretto di Catania da mesi hanno avviato un’analisi dei servizi al fine di riorganizzare il sistema su base distrettuale e con un approccio corale e sinergico. Un’esperienza, quella della cooperazione corale, forse unica al momento in Italia nel sistema giustizia. A livello operativo si sono individuate tre idee guida, che nel corso dell’incontro sono state così sintetizzate: “Migliorare i servizi e ridurre gli oneri di accesso alla giustizia a carico degli utenti ed in particolar modo delle famiglie, dei minori e delle imprese, rendere trasparente l’azione organizzativa degli uffici giudiziari attraverso impegni e rendiconti pubblici sui risultati ottenuti, rafforzare in concreto il principio di legalità anche all’interno dell’istituzione giudiziaria, garantendo un monitoraggio continuo”.
La concretezza del progetto è stata possibile grazie al finanziamento del Fondo Sociale Europeo e all’intervento della Regione Sicilia e già dall’estate 10 uffici distrettuali hanno avviato un percorso volto a migliorare le performance. “Dal luglio di quest’anno è già a lavoro una squadra di 11 consulenti di organizzazione, esperti di FormezPA, a supporto degli uffici giudiziari e del personale impegnato nei progetti” – si precisa nella nota di presentazione. Per coordinare l’intera macchina è stato istituito con Protocollo di Intesa firmato dal Presidente del Tribunale di Catania, Bruno Di Marco e dal Presidente della Corte di Appello, dGiuseppe Meliadò l’Ufficio Innovazione e Sviluppo Organizzativo che avrà anche il compito di affiancare gli uffici della Corte di Appello, dei Tribunali di Catania, Caltagirone, Ragusa, Siracusa, del Tribunale per i Minorenni di Catania. Per il ruolo di coordinatore è stato scelto il magistrato Mariano Sciacca. “L’Ufficio Innovazione svolgerà -si legge nel comunicato – un ruolo propulsore per l’introduzione a regime di miglioramenti presso tutti gli uffici giudiziari e, in questa ottica, verrà sottoposto all’attenzione del Ministero di Giustizia come nuovo modello organizzativo per lo sviluppo dei servizi giudiziari e la creazione di buone pratiche esportabili secondo metodi e criteri pianificati. Per comprendere l’eccezionalità e peculiarità dell’intervento in corso, si segnala, tra i cantieri già operativi, uno il cui impatto sociale è di immediata percezione: il cantiere “Migrantes”, che, con il coinvolgimento delle Commissioni territoriali per i richiedenti asilo di Catania e Siracusa, sta già operando per realizzare un’accelerazione delle procedure, una loro semplificazione in relazione alle richieste di asilo, aumentate enormemente di numero e di complessità negli ultimi anni, intervenendo così su una emergenza sociale che produce significativi costi, disagi organizzativi e evidente ricadute sull’intero sistema giudiziario e sul tessuto sociale ed economico”.
Nel dettaglio sono stati attivati 45 cantieri di innovazione per 10 Uffici Giudiziari nel Distretto: 6 interventi distrettuali (Passaggio fascicoli, Processo civile telematico, riorganizzazione degli stage e dei tirocini giudiziari, riorganizzazione dei settori Amministrazione di sostegno e Volontaria Giurisdizione, Progetto Trasparenza e legalità); 9 cantieri in continuità (costituzione U.R.P. di Palazzo, Ufficio Innovazione, Guida dei servizi giudiziari, Gratuito patrocinio, Agenda del Giudice, Progetto Migrantes, Affari Civili, Area Esecuzioni, Sviluppo organizzativo); 6 cantieri di innovazione al Tribunale per i Minorenni (Calendario udienze, Bilancio di Responsabilità Sociale, Albo dei tutori/professionisti, Sviluppo organizzativo, Uso delle tecnologie, Guida dei Servizi) . 24 cantieri di innovazione presso gli uffici giudiziari del distretto (tra gli altri Sviluppo organizzativo, Bilancio di Responsabilità Sociale, Guida dei Servizi, URP e revisione del modello di erogazione dei servizi al pubblico, Esecuzioni immobiliari, Assegnazione fascicoli, Affari Civili, Uso delle tecnologie). Per monitorare il lavoro svolto è possibile consultare il portale www.percorsigiustiziacatania.it.

