Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Beh, prima di prendere certe decisioni bisogna rifletterci!
Amenità a parte, speriamo che si riesca a far luce su questa vicenda, povera stella!
alla faccia della ” riservatezza “..
buona notte effetto sorpresa..
i responsabili fanno tempo a sparire..
forza denise
presto torna a casa tua denise ciao piccola
Parla adesso dopo 17 anni, vergognoso. I picciriddi non si toccano.
Mi è sembrato un magistrato inadeguato il pm Angioine ieri sera alla trasmissione quarto grado per le sue risposte alle domande poste dal conduttore. Penso che la Angioine fosse troppo giovane e inesperta per avere avuto assegnato il caso di Denise. Il caso già da principio doveva essere assegnato a un magistrato di esperienza sul campo. Questo si è rivelato un grave errore.
Ha parlato adesso, dopo 17 anni, meglio di niente.
Ma avrebbe dovuto agire subito, chiamare la polizia nel momento in cui ha visto la scena.
Forse le cose sarebbe ro andate diversamente.
Quello che è successo a Denise è anche colpa sua.