I panifici sì e i bar no: perché? | Tre storie dall'emergenza Covid

I panifici sì e i bar no: perché? | Tre storie dall’emergenza Covid

Commenti

    Complimenti, disamina perfetta.

    questo momento cosi complesso e completamente sconosciuto e’ ovvio non essere di facile lettura.Le tre storie raccontate non sono altro che il racconto di milioni di casi che hanno la stessa matrice. Tuttavia la storia di Piera e degli altri due personaggi, merita un piccolo approfondimento: dopo la stretta ci sara’ l’allargamento ( graduale ) delle norme.La riapertura potra’ mai assicurare i livelli occupazionali che avevamo prima che questa maledizione ci finisse addosso? Chi dava lavoro a venti persone sara’ in grado di poterli ancora sostenere? E’ allora che il caos sociale esplodera’. Fino a quando lo stato sara’ in grado di reggere per sostenere i VITO i PIERA i SERGIO ? Che DIO abbia pieta’ di noi.

    Disamina attenta e perfetta alla quale bisogna prontamente dare delle risposte

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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