Il caso Biondo e la nuova autopsia | "Quest'anno avremo giustizia" - Live Sicilia

Il caso Biondo e la nuova autopsia | “Quest’anno avremo giustizia”

Santina D'Alessandro col figlio, Mario Biondo

Le speranze della famiglia del cameraman palermitano. Al lavoro due equipe di tecnici esperti.

IL GIALLO
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PALERMO – “Il nostro desiderio più grande è che il 2019 possa essere l’anno della verità. Mio figlio deve avere giustizia, chi l’ha ucciso pagherà”. Le parole della madre di Mario Biondo, il cameraman palermitano trovato senza vita nella sua casa di Madrid nel maggio del 2013, sono piene di speranza e consapevolezza: stavolta gli esami eseguiti dopo la riesumazione della salma – avvenuta a novembre – sono stati scrupolosi, e gli esiti potrebbero presto portare le indagini ad una svolta.

Sono nelle mani dei sostituti procuratori Domenico Gozzo e Rita Fulantelli, mentre ad eseguire i test specifici è stata un’equipe formata da quattro tecnici designati dalla procura generale e da tre nominati dalla famiglia. I primi sono i medici legali Vittorio Fineschi e Aniello Maiese, insieme al tossicologo Marcello Chiarotti e l’antropologa Chantal Milani. Al lavoro anche il medico legale Mariano Cingolani, l’antropologo Maurizio Cusimano e la tossicologa Federica Umani Ronchi. Gli esperti hanno avuto sessanta giorni per consegnare i risultati finali della nuova autopsia, durante la quale è anche stata eseguita una tac, mai effettuata in precedenza.

La famiglia, che da sempre si batte perché convinta che Mario sia stato ucciso, attende da un momento all’altro di conoscere finalmente la verità sul caso che in Spagna fu considerato un suicidio. “Siamo fiduciosi – dice la madre del cameraman, Santina D’Alessandro – stavolta nulla sarà trascurato, il lavoro di tecnici e inquirenti viene svolto scrupolosamente e finalmente mio figlio potrebbe avere giustizia. Ci aspettiamo che le tesi dei nostri periti vengano confermate: sono tanti gli aspetti che provano l’omicidio di Mario e, anche se a distanza di oltre cinque anni, chi gli ha tolto la vita pagherà”.

La misteriosa morte del cameraman palermitano che aveva trovato il successo in Spagna, avvenne quando aveva 30 anni. Era il 13 maggio del 2013, il corpo senza vita fu trovato nella casa di Madrid, in Calle de la Magdalena, in cui viveva con la moglie, la conduttrice televisiva Raquel Sanchez Silva. Al collo di Mario c’era una pashmina di seta, attaccata alla libreria del soggiorno, uno dei tanti aspetti che non ha mai convinto né gli investigatori italiani, né la famiglia. Da allora i genitori, i fratelli e la sorella di Biondo hanno lottato su tutti i fronti per dare giustizia al ragazzo.

“Anche le foto scattate al momento del ritrovamento del corpo in casa sua fanno immediatamente escludere il suicidio – aggiunge la madre -. Mario, quella sera, aveva tranquillamente comunicato con i suoi fratelli, era felice e soddisfatto della sua vita, non si sarebbe mai tolto la vita. Questo nuovo esame era necessario – conclude Santina D’Alessandro – visto che la prima autopsia era stata eseguita “ad occhio”, all’interno dell’obitorio del cimitero, in cui non c’era alcuna strumentazione specifica. Adesso siamo pieni di speranza e fiducia, dopo questo calvario ci aspettiamo, finalmente, che la verità venga a galla”.


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