Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.


Paolo Taormina era un bravo ragazzo, lavoratore, di famiglia onestà, e anche figo.
Dato che conta nell’immaginario collettivo, i giornali facciano notare come era figo paolo taormina, che a 21 anni faceva vita da ragazzo non da genitore, che era intelligente, simpatico e istruito…
Invece il suo killer già a 28 anni padre e con catene pacchiane, non un figo come Paolo Taormina.
Ma poi come fa un giovane ad apprezzare toto’ riina che dovrebbe essere l’antitesi di ogni giovane, uno nato vecchio, uno mai stato ragazzo, uno anticomunista e bacchettone e sostenitore del sistema e dell’ordine.
Ogni giovane dovrebbe avere come mito Peppino Impastato, un figo coraggioso poeta comunista, illuminato intelligente, colto e istruito e nemico del potere.