CALTANISSETTA – “L’inattendibilità di Gaspare Spatuzza emerge quando racconta che le bombe di profondità recuperate in mare, e da cui sarebbe stato estratto l’esplosivo, furono aperte colpendole con martello e scalpello. È un rischio terribile, perché non puoi sapere se il detonatore è attivato. E nemmeno è possibile credere, sempre per come racconta Spatuzza, che pure per macinare l’esplosivo siano stati usati sempre martello e scalpello, perché basta poco per dare origine a una scintilla e far saltare in aria tutto”. Lo ha detto l’avvocato Salvatore Petronio, difensore del boss Lorenzo Tinnirello, concludendo la prima parte della sua arringa difensiva nel processo bis per la strage di Capaci in corso a Caltanissetta. Il legale proseguirà il suo intervento durante l’udienza di lunedì prossimo. La Corte d’Assise – che sta processando per l’eccidio del 23 maggio ’92 Salvo Madonia, Vittorio Tutino, Giorgio Pizzo, Cosimo Lo Nigro e Lorenzo Tinnirello – entrerà in camera di consiglio martedì per emettere la sentenza.
E' l'accusa di Salvatore Petronio, legale del boss Tinnirello. Nella foto il pentito Spatuzza
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