PALERMO – “La celebrazione della strage di via D’Amelio è stata piena di contenuti e ricca di prospettive per il lavoro svolto come commissione, per la grande partecipazione, per la coincidenza di un’operazione importante compiuta dalla Procura per cui credo abbiamo ricordato Paolo Borsellino assumendoci tutti un impegno e raccogliendo ancora una volta l’invito della famiglia a portare tutte le istituzioni a un approfondimento della verità”. Lo ha detto la presidente della commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, intervenendo a margine della inaugurazione del murales alla Cala di Palermo che ricorda i giudici Falcone e Borsellino. “L’inaugurazione di questo murales – ha aggiunto Bindi – con la foto più famosa di Falcone e Borsellino (scattata dal fotografo Tony Gentile ndr) in una parte visibilissima a tutti i palermitani e coloro che raggiungono Palermo ricorda che questa non è la città della mafia ma la città di Falcone e Borsellino”.
“Questo murales è una bella risposta a una serie di atti vandalici e a una certa insofferenza per la memoria di Falcone, Borsellino, Livatino, un modo di dire che non deflettiamo dai valori che i nostri colleghi ci hanno lasciato”. Così il presidente dell’Anm Eugenio Albamonte, commenta l’inaugurazione, questa mattina, a Palermo, del murales che raffigura i due magistrati, Falcone e Borsellino, sorridenti nello scatto di Tony Gentile diventato icona, nel venticinquesimo anniversario della loro uccisione. Davanti alla parete dell’Iiss “Gioeni-Trabia” ci sono i due artisti siciliani, Rosk e Loste; l’incarico è stato assegnato loro da Inward, con sede a Napoli, osservatorio che svolge attività di ricerca sull’arte e la creatività urbana su mandato dell’Anm. Presnti la presidente della Commissione antimafia, Rosy Bindi, la sorella maggiore del giudice Falcone, Anna, che si è congratulata coi due artisti; Manfredi Borsellino, i magistrati Leonardo Agueci, Roberto Scarpinato, il sindaco, Leoluca Orlando, Giovanni Paparcuri, collaboratore di Falcone, il fotografo Tony Gentile, autore dello scatto che ha ispirato il disegno, e a una rappresentanza della scuola. “È un dono inaspettato rispetto ai tristi episodi recenti – ha detto Maria Falcone, sorella del magistrato ucciso a Capaci, in una lettera che ha inviato agli organizzatori -, una risposta spontanea al sopruso mafioso che racconta l’amicizia tra Giovanni e Paolo fatta di valori di giustizia e libertà. Da quella parete ora potranno vegliare su tutta la città”.

