"Incubo niente ballottaggio, il centrosinistra si muova"

“Incubo niente ballottaggio, il centrosinistra si muova”

Mariangela Di Gangi e la campagna elettorale di Franco Miceli.
PALERMO 2022 - L'INTERVISTA
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“Voglio essere positiva, voglio essere ottimista, perché lo scenario è davvero tanto confuso e nulla si può dare per scontato. Se vincesse il centrodestra sarebbe un incubo. Il centrosinistra ha bisogno di muoversi: dobbiamo dare una scossa e c’è ancora il tempo per farlo”.

Mariangela Di Gangi, ragazza dal forte impegno, con anni di militanza allo Zen, non ha mai avuto tentennamenti nel dire come la pensa. Lei c’è, nel centrosinistra e nella battaglia elettorale per Palermo, e non lesinerà grinta e presenza, candidandosi al consiglio comunale, al fianco di Franco Miceli. Ma la coscienza critica le impone di puntualizzare.

Qual è il punto, secondo lei?
“Intanto mi pare che, nella campagna elettorale, salti all’occhio la mancanza di alcuni temi che dovrebbero essere, invece, protagonisti”.

Il primo fra tutti?
“Il contrasto alla povertà che ha bisogno di un impegno prioritario e di risposte immediate. Non possiamo certo sottrarci. E non posso sottrarmi io, per il percorso e la provenienza”.

Le pare che ci sia scarsa attenzione?
“Mi pare che il tema non sia stato messo a fuoco. Possiamo discutere di tutto: delle partecipate, di tanti progetti, di quello che si vuole…”.

Ma?
“Ma, se non ci intestiamo il recupero dell’esclusione sociale, abbiamo già fallito. E’ la scommessa tipica del centrosinistra: prendere la marginalità e trasformarla in risorsa, in partecipazione”.

Anche lei pensa che state sprecando il vantaggio sul centrodestra, in preda alla confusione?
“E’ innegabile che le difficoltà del centrodestra le abbiamo avute anche noi, prima di trovare la sintesi su Miceli, e ancora un po’ le abbiamo”.

In che senso?
“Viviamo una campagna elettorale in modalità drammatica, siamo in ritardo e questo riguarda anche un problema complessivo della classe politica. Dobbiamo dare risposte a tutti, il tempo stringe. Dobbiamo evitare di parlarci tra di noi e pensare che quello che ci interessa interessi tutta la città. Ci sono pezzi della città con cui la classe politica non parla e con questi pezzi noi dobbiamo confrontarci”.

Lei esclude che, in un quadro frammentato, Miceli possa restare fuori dal ballottaggio?
“E’ l’incubo di vedere conteso Palazzo delle Aquile da due candidati del centrodestra. Ed è un rischio che, al momento, sicuramente esiste. Ma sono fiduciosa in uno scatto del centrosinistra”.


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