La baby prostituta | e il corpo delle donne - Live Sicilia

La baby prostituta | e il corpo delle donne

Una baby prostituta di sedici anni provoca indignazione, man mano che vengono alla luce particolari scabrosi. E le altre?

6 Commenti Condividi

Una squillo di sedici anni provoca sgomento e riflessioni che sferrano un pugno al bassoventre. L’età traccia il discrimine di una perdita irreparabile dell’innocenza. Attribuiamo ai sedici anni sogni, costruzioni bellissime, letture gaudiose (quando va bene) e tanta bonaria leggerezza, con la nostalgia di averli divorati in fretta. Sentire le cronache del sesso minorenne, nel deserto della comunicazione e degli affetti, percuote una zona dei sentimenti individuali e collettivi, esposta a improvvisa nudità.

Ma non è tutto qui lo scandalo dei corpi e delle anime venduti e comprati: a Palermo (e non solo) si tratta di moneta corrente. Quanti anni avranno le giovanissime nigeriane della Favorita, per esempio? Perché in loro non riusciamo a scorgere le stimmate della sofferenza umana? Perché la nostra giusta amarezza si ferma sulla soglia della carta d’identità?

Ben venga lo sgomento per questa fanciulla in fiore perduta, sperando che un giorno possa ritrovarsi. Ma poi abituiamoci a guardare con occhi diversi tutte le donne che, per vezzo maschile e copia e incolla femminile, chiamiamo purtroppo “buttane”.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

6 Commenti Condividi

Commenti

    Caro Puglisi, premetto che sono totalmente d’accordo con lei, come peraltro mi capita sovente, premetto che per certi reati, la violenza sessuale sulle donne ad esempio, prevederei pene non inferiori ai vent’anni di detenzione e la perdita dei diritti civili, ma in altro articolo della vostra testata a firma della signora Monica Panzica, sostenevo che ero stanca di leggere che certi reati fossero attribuiti sempre a professionisti e imprenditori benestanti, come se il resto della popolazione vivesse nella sobrietà delle regole monastiche. Un’altro aspetto che ho evidenziato riguardava la neoperversione di alcuni commentatori, che bypassavano il baricentro della notizia e si preoccupavano di sbattere in prima pagina le foto dei coinvolti, senza processo, senza accertamenti e senza sapere se fossero realmente consapevoli dell’età della ragazza. Il mio commento non è stato pubblicato, come capita ogni tanto, ma non avendo offeso nessuno non capisco. Mi aiuti a capire lei.

    Concordo pienamente, molti commentatori vorrebbero che venissero aperti i tribunali del popolo, con il solo scopo di dar sfogo alla proprie frustrazioni.

    Gli stessi commentatori che, probabilmente, hanno il magnete sul contatore, non pagano il canone rai, pagano il posteggiatore abusivo, posteggiano in seconda fila, sono inseguiti dal proprio amministratore di condominio per non aver pagato, camminano senza casco o senza cintura di sicurezza…..

    Tutti puri e limpidi, pronti per la santificazione

    Quando accadrà che saremo tutti così maturi da smettere di considerare e sbattere in prima pagina donne e ragazzine e finalmente dire che la prostituzione è un problema, grave, maschile?
    Chi riflette sulla bestialità di questi uomini? A qualunque certo essi appartengano mi pare che il fatto che passino in cavalleria le loro azioni vergognose, riguarda collettivamente tutti noi.
    Le statistiche dicono che quasi 9 milioni di uomini comprano sesso in Italia. E che siamo il paese in cima per turismo sessuale pedofilo.
    Non so..vogliamo continuare ad esaminare tutto il problema dalla parte delle donne, oppure questi maschietti, anzi queste bestie, un problema c’è l’hanno e ci stanno vicini molto ma molto di più di quanto pensiamo e senza condanna alcuna?
    Quando titolerete: bestia stupra ragazzina?

    Cara Maria, come direbbe un calciatore del mondiale 1982, sono completamente d’accordo a metà con te. In italia le statistiche sono confezionate per le persone che non le sanno maneggiare. La nazione si compone di 27-28 milioni di uomini, 20 milioni sono bambini, adolescenti anziani e vecchi, quelli della rimanente parte, che frequentano le belle di notte, va da se che non arrivano al milione, le bestie che praticano il turismo sessuale sono qualche decina di migliaia, quelli del turismo sessuale pedofilo poche migliaia. Sono bestie, ma il tuo pensiero non si può estendere al genere maschile in quanto tale. Non ti sarà sfuggito il film “Verso Sud”, particolarmente considerato dalla critica iperbecera professionista, dove si narra, con note complici, di attempate signore europee che si producono in trasognati viaggi ai caraibi per cercare la compagnia, a pagamento, di bisognosi minorenni indigeni. Come vedi il campo di forze si dilata. Ha ragione “roba da matti”, L’Italia è piena di persone che timbrano il cartellino e vanno a casa, chiedono tangenti che slegano le pastoie della burocrazia da loro gestita e poi sono forcaioli e perbenisti con i difetti altrui. Buona giornata.

    Impostazione sbagliata che contiene una subdola violenza di genere e che mette insieme capre e cavoli, prostituzione pedofilia e violenza. Il problema non sono solo i maschi, sono anche i maschi, che sono figli di donne, almeno fino’ora. A parte il “bestia stupra ragazzina” su cui sono d’accordo, della prostituzione (offrire il proprio corpo per denaro o per altro), sia pur nobilitata con altro nome, sono piene le televisioni ed è un’arma spesso usata dalle donne (e anche dagli uomini), basta vedere tante cariche politiche, televisive, amministrative. Non può farsi il diavolo a 4 solo quando conviene e far finta di niente davanti a quello che è sotto gli occhi di tutti.

    Francamente i commenti all’articolo mi stupiscono non poco.
    Mi limito a fare i sinceri complimenti a Roberto Puglisi per il bellissimo articolo e per la sensibilità mostrata.
    Cerchiamo di portare con noi, nella nostra quotidianità, l’insegnamento che sta dentro l’articolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *