La tentata rapina al medico |I due finiscono ai domiciliari

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Luca Mirenda e Giuseppe Cavallaro hanno dato la loro versione al Gip.

l'inseguimento in corso italia
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CATANIA – “Nessuna tentata rapina, solo un eccesso di tifo verso il Catania”. Questa la versione che Luca Mirenda, difeso dagli avvocati Giuseppe Lipera e Graziella Coco, e Giuseppe Cavallaro, difeso dall’avvocato Dario Perna, hanno fornito alla Gip Gaetana Bernabò Distefano in merito a quando accaduto alcuni giorni fa in Corso Italia. I due, infatti, sono stati arrestati da alcuni poliziotti liberi dal servizio e sono accusati di aver tentato una rapina ai danni di un giovane medico che è dovuto rifugiarsi nella caserma dei carabinieri per evitare di essere derubato.

Mirenda ha dichiarato – così si legge in una nota della difesa – che i due giovani si sarebbero  “infastiditi perché il medico indossava un giubbotto inneggiante la squadra del Lecce e, solo per scherzo, l’avrebbero deriso ed insultato”. Il medico, secondo i due arrestati, avrebbe solo frainteso le loro intenzioni e mosso dalla paura sarebbe fuggito. E da lì si sarebbe scatenato l’inseguimento.

La Gip ha convalidato l’arresto concedendo i domiciliari, nonostante il pm avesse chiesto per i due il carcere. Gli avvocati presenteranno ricorso al Riesame. Anche il difensore di Cavallaro presenterà ricorso al Tribunale della Libertà.

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