L’Asp 3 senza direttore generale | Un pasticcio sulla pelle dei catanesi - Live Sicilia

L’Asp 3 senza direttore generale | Un pasticcio sulla pelle dei catanesi

Dai commissariamenti alle investiture e successive dimissioni: la seconda Azienda più grande d'Italia resta nel pantano. E dire che vi sarebbero una miriade di questioni da risolvere. Intanto, è scattato l'immancabile toto-nomine. L'assessore Borsellino: "Oggi la nomina" I RUMORS DANNO IN POLE POSITION GIAMMANCO

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CATANIA. Dal fattaccio legato alle nomine di Cantaro e Pellicanò, usciti (com’era inevitabile che fosse) vittoriosi dal lungo braccio di ferro protrattosi finanche all’interno delle aule dei tribunali amministrativi, al pasticcio (per certi versi ancor più grave) della nomina del direttore generale dell’Asp 3 di Catania, Ida Grossi: insediatasi e dimessasi dopo nemmeno tre mesi. Una storiaccia. Anche perché la diretta interessata aveva fatto sapere ai vertici regionali di essere in attesa di un imminente trasferimento vicino casa. Ad Asti. Cosa che è prontamente avvenuta. Ciò nonostante, la nomina è arrivata lo stesso: così come puntuali sono giunte le dimissioni della diretta interessata.

E dire che l’Asp 3 di Catania è la seconda (la prima è Palermo) Azienda sanitaria più grande sul territorio nazionale in termini di Bilancio finanziario e popolazione assistita. Eppure, per oltre quattro anni l’Asp etnea è stata commissariata dalla Regione senza che alcuno, politica a parte ovviamente, ne comprendesse i motivi. Da Sirna alla Murè arrivando, infine, alla indicazione della direttrice Grossi. L’ennesima partita sulla sanità: l’ennesima sulla pelle dei siciliani. La morale della storia è che la vacatio all’Asp 3 rimane. Con l’insediamento della Grossi ad Asti, che per la cronaca dovrebbe avvenire lunedì prossimo, mancherà ufficialmente chi firmerà le delibere.

Nel frattempo, nel grande circo dell’Asp 3, i nodi non mancano: a Giarre è il caos; a Paternò il Comitato per la difesa dell’ospedale ha denunciato lo scandaloso blocco dei lavori di messa in sicurezza alla Procura della Repubblica (con tanto di incontro con il Procuratore Giovanni Salvi); a Biancavilla, i lavori della nuova struttura non si capisce quando si concluderanno ma, in compenso, crolla l’intonaco all’ingresso del Pronto soccorso. Un disastro. Eppure, l’Azienda resta senza direttore.

La questione è seria. Intanto, com’era normale che fosse, è scattato anche il toto-direttore generale: “Evitiamo commissariamenti” sarebbe stato detto a Palermo. Ecco perché è subito tramontata l’opzione legata all’arrivo – di nuovo – della dirigente Rosalia Murè. In queste ore, invece, nelle stanze dei bottoni si è parlato molto del direttore sanitario Francesco Garufi, del presidente della Scuola Facoltà di Medicina Francesco Basile (ma che un anno fa rinunciò già alla nomina al Garibaldi), e dell’attuale direttore amministrativo della stessa Asp 3, Daniela Faraoni. Ma, almeno al momento, restano tutte chiacchiere. Pour parler. La verità è che occorre fare presto. Fare in fretta perché le questioni sono urgenti: e anche per evitare un’altra figuraccia. L’ennesima in termini di sanità.


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Commenti

    Si continua a scherzare sulla salute dei cittadini ormai l’Asp e’ diventata una nave alla deriva da circa 3 anni e mezzo senza una guida solo commissariamenti e un direttore generale che è durato 2 medi e mezzo ,tutto questo e’ vergognoso cosa aspettano la Borsellino e Crocetta a dimettersi ? Forse che ci scappi qualche altro morto o che qualche dipendente venga aggredito per le inefficienze della Direzione Generale dell’Asp che pensa solo a chiudere il punto nascita di Paterno’ e il PS di Giarre senza pensare alla tutela della salute dei cittadini ma a dare risposte alla mala politica che è diventata padrone dell’Asp

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