Lavoro, Bonomi: 'Altro miliardo sul reddito di cittadinanza? Un errore' - Live Sicilia

Lavoro, Bonomi: ‘Altro miliardo sul reddito di cittadinanza? Un errore’

Le parole del presidente di Confindustria allo stabilimento Omer di Carini- Premiate 13 imprese - VIDEO
IL CONVEGNO
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“Mettere un ulteriore miliardo su uno strumento che non sta funzionando è sbagliato, è uno strumento che costa quasi nove miliardi di euro l’anno. Credo che quelle risorse potrebbero essere utilizzato nel contrasto alla povertà in una maniera più efficiente in una maniera che tenga insieme anche altri strumenti come l’assegno unico, la revisione dei redditi. Il reddito di cittadinanza è un fallimento totale sulle politiche attive del lavoro, l’abbiamo sempre denunciato e i fatti purtroppo ci danno ragione”. Lo ha detto Carlo Bonomi, presidente di Confidustria, a margine del convegno “L’impresa di valore” ospitatato nello stabilimento Omer di Carini, in provincia di Palermo rispondendo ai giornalisti sulla futura elezione del presidente della Repubblica. Quindi Bonomi ha aggiunto “mettere ulteriori 4 miliardi di euro sui centri pubblici per l’impiego che sono stati sempre un fallimento è un ulteriore errore e non è quella la strada. Io credo che bisognerebbe mettersi ad un tavolo a ragionare in maniera seria del mondo del lavoro”

Manovra? Misure irrisorie per giovani e donne

“Auspicavo che la manovra fosse l’inizio di un percorso per rispondere a quelle categorie che nelle crisi soffrono ancora di più: giovani, donne e lavoratori a tempo determinato. Però devo constatare che su queste tre categorie gli interventi sono minimi se non irrisori. Peraltro sono degli interventi che non guardano alla crescita, l’ho definita la battaglia delle bandierine dei partiti”

La vera sfida? Fare riforme

“Il grande valore del Pnrr è fare quelle riforme che l’Italia attende a 25 anni. Qui si gioca la vera partita del paese: il rischio è che queste risorse vengano utilizzate quelle opere che sono già cantierate o che dovevano essere già realizzate. La vera sfida si gioca nella crescita del Mezzogiorno”, ha aggiunto.

Intel? Meglio in Italia

“Intel in Sicilia o in Piemonte? Meglio in Italia: prima la portiamo a casa, poi decidiamo dove”. Così il presidente di Confindustria, Carlo Bonomi, rispondendo ai cronisti che gli hanno chiesto se Intel debba realizzare il suo investimento in Piemonte o in Sicilia, le due regioni che si contendono lo stabilimento della multinazionale.

Lo sciopero, manifestazione identitaria

Per il leader di Confindustria, Carlo Bonomi, “lo sciopero sembra essere ormai concepito sempre più come manifestazione identitaria, invece di rappresentare un ricorso estremo rispetto alla logica del confronto volto alla ricerca di soluzioni condivise”. “Se guardiamo alle cifre ufficiali dell’Autorità garante, nei soli servizi essenziali siamo in presenza di una media di 3-4 scioperi al giorno a livello territoriale. E di circa 250 scioperi nazionali ogni anno – dice Bonomi – Senza voler mettere in discussione la piena legittimità dei sindacati a proclamare scioperi, si tratta di cifre che esprimono la ritualità di uno strumento”. Bonomi ha poi continuato: “Sono passati quattro anni e ancora non sono stati nominati i commissari delle Zes. Per fortuna che erano urgenti. Diamo atto al ministro Carfagna che sta lavorando per sbloccare la situazione ma bisogna farlo urgentemente”.

Premiate 13 imprese eccellenti

Il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ha partecipato al convegno “Il Valore dell’Impresa, l’Impresa di Valore”, alla OMER di Carini. Un momento di approfondimento sull’importanza dell’impresa nella società, nell’economia, nel territorio. Impresa come centro generatore di valore e di valori. E alla presenza del presidente di Confindustria sono state consegnate 13 targhe alle 13 imprese selezionate come ambasciatrici di eccellenza. Un riconoscimento alle imprese che si sono distinte per competitività, innovazione, per riconoscibilità del marchio, per essere vessillo e bandiera dello sviluppo di un territorio. Un premio all’impresa che c’è, resiste, sogna, produce e fa crescere la Sicilia. Tre categorie di eccellenza: brand identity, competitività, innovazione.

Albanese: “L’impresa come valore”

“Oggi abbiamo voluto riportare l’accento sull’impresa come valore. Come centro di dignità. Come cambio di paradigma sociale e culturale. L’impresa genera lavoro, genera ricchezza, genera sviluppo. Qui in Sicilia l’impresa deve tornare al centro – l’apertura dei lavori è del presidente di Confindustria Sicilia Alessandro Albanese – . Perché l’azienda sia e resti un valore occorre una rete di condizioni. La prima: l’abbattimento delle barriere burocratiche. Dieci anni per un’autorizzazione è un record da terzo mondo. La seconda: l’abbattimento delle barriere geografiche. Il ponte sullo Stretto. L’alta velocità. Le strade. Gli hub. La pandemia ha insegnato all’umanità che si possono annullare tutte le distanze e l’Italia. È inaccettabile che non si possa sopperire la marginalità geografica della Sicilia. La terza:
l’abbattimento delle barriere ideologiche. Basta con questo pregiudizio anti-imprenditoriale. Ogni mattina in Sicilia un imprenditore si alza e deve cominciare la sua corsa a ostacoli”.

Il presidente di Confindustria Catania

Gli fa eco, il presidente di Confindustria Catania, Antonello Biriaco: “La variabile fondamentale della crescita – ha affermato – è la capacità di attirare investimenti.In questo contesto, per la Sicilia, come per la nostra area metropolitana, sarà cruciale la realizzazione della Zona economica speciale che potrà dare slancio non solo all’economia del mare ma anche alla rigenerazione urbana della città, con importanti effetti a cascata su tutte le filiere economiche. Nell’area industriale di Catania abbiamo già quantificato investimenti privati per circa un miliardo e mezzo di euro. Le imprese sono quindi pronte a fare la propria parte. Alla governance politica chiediamo però di mettere in campo un drastico processo di semplificazione amministrativa che assicuri certezze e fiducia agli investitori”.

Il presidente di Confindustria Siracusa

Così pure il presidente di Confindustria Siracusa, Diego Bivona: “Dobbiamo cogliere le opportunità che adesso abbiamo davanti con i finanziamenti del Pnrr per non perdere l’occasione di imprimere una svolta alla nostra economia. Le nostre imprese avvertono la necessità di una politica industriale frutto di una concertazione tra il governo regionale e quello nazionale e le parti sociali per affrontare una volta per tutte i ritardi. Le imprese del polo industriale siracusano sono in grado di affrontare le sfide epocali dell’innovazione e della transizione energetica con investimenti di circa 3 miliardi di euro ma devono essere accompagnate da un contesto favorevole. I temi delle infrastrutture materiali e immateriali e dell’energia sono imprescindibili per vincere la scommessa della crescita; ma nel contempo occorre incoraggiare nuove iniziative imprenditoriali “sostenibili” anche nel settore turistico che diversifichino il nostro tessuto produttivo cosi come occorre una revisione delle norme che finora ne hanno ostacolato la realizzazione”.

Russello, amministratore di Omer

“A marcare il valore dell’impresa è la visita del presidente Bonomi all’interno di un’impresa – sottolinea nei saluti l’amministratore di OMER, Giuseppe Russello, presidente di Sicindustria Palermo -. Cioè nel luogo-iconico dell’evoluzione dell’umanità, del suo progresso scientifico e tecnologico”.

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Commenti

    Concordo con il presidente di Confindustria Carlo Bonomi ma come lui ben saprà c’è in Italia un potentissimo uomo politico con pieni poteri e diritti di veto su tutto e tutti che risponde al nome di Luigi Di Maio. Solo convincendo lui potrebbe avanzare proposte migliorative sul reddito di cittadinanza altrimenti i suoi per me condivisibili desideri resteranno sogni irrealizzabili……

    Il reddito di cittadinanza così come è è stata la creazione della cultura del non lavoro. A questo si aggiunge la tassazione sfrenata di Stato,Comuni e Regioni e il gioco è fatto.

    Le risulta che in Italia ci sia stata occupazione al 100% poi è arrivato il RdC e nessuno abbia più voluto lavorare? Comunque i percettori di RdC sono all’incirca 1,5 milioni .
    “Sono circa 1,5 milioni le famiglie che, nei primi sette mesi del 2021, hanno percepito il reddito di cittadinanza, cui si aggiungono 156mila famiglie beneficiarie di pensione di cittadinanza. Si tratta di 3,7 milioni di persone coinvolte con un importo medio di 547 euro al mese. E’ quanto emerge dall’analisi statistica contenuta nella rubrica del quotidiano La Ragione, a cura di Luca Ricolfi e Fondazione Hume. Guardando alla nazionalità, un’ampia maggioranza (85,6% a luglio 2021) dei percettori è di cittadinanza italiana……

    Una vita che questi industriali pappano e ciucciano, l’aiuto dato chi non ha un reddito è una crescita di civiltà e di giustizia sociale.

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