Il conto alla rovescia per l’allentamento delle misure di contenimento da Coronavirus è partito. Ma gli italiani hanno ormai messo a fuoco che questo non comporterà un ritorno alla normalità. E che per un pezzo, almeno fino a quando non ci sarà un vaccino o per lo meno una terapia efficace, le nostre abitudini quotidiane saranno modificate.
Il lavoro
Probabilmente dal 4 maggio si potrà tornare al lavoro. Ma c’è da aspettarsi che molti proseguiranno con lo smart working. Nei primi mesi di ripartenza il lavoro da casa potrebbe essere reso obbligatorio nelle grandi aziende, quelle che superano un certo numero di dipendenti per sede. Al di sotto di quella soglia, che ancora è da fissare, resterebbe facoltativo, ma l’azienda non potrebbe rifiutarlo se lo richiede il dipendente (che abbia mansioni e il suo ruolo siano compatibili con il lavoro a distanza). Questa secondo un’anticipazione del Corriere della sera sarà una delle raccomandazioni della task force governativa guidata da Vittorio Colao.
La spiaggia
Mare? Sì, ci andremo, ha assicurato ieri il sottosegretario Lorenza Bonaccorsi, dopo che qualche esperto si era detto scettico sulla possibilità che si potesse fare il bagno quest’estate al tempo del Covid-19. Cime si farà? Bisognerà rapidamente attrezzare i lidi. Sicuramente sarà ridotta la loro capienza. S si comincia a pensare agli ombrelloni e al distanziamento: una spiaggia da 200 ombrelloni potrebbe ad esempio ridursi a 70-80. Mascherine e guanti potrebbero richieste per il bar del lido, dove bisognerà fare la coda distanziati, come oggi si fa agli ingressi dei supermercati. Il box di plexiglass proposto in Romagna? Chissà.
La vita sociale
La vita sociale risentirà delle restrizioni che si imporranno per tenere il più lento possibile il ritmo dei contagi, che inevitabilmente proseguiranno. Difficile che si riparta con eventi che raccolgono grandi moltitudini (come i concerti negli stadi). Al cinema e teatro bisognerà garantire la distanza sociale. E così anche nei ristoranti e nei bar, che probabilmente non riapriranno da subito. Quanto al calcio, il mondo del pallone sta cercando di elaborare un piano per fare ripartire i campionati a fine maggio, ma ci sono diverse perplessità al riguardo. Complicato pensare a una ripartenza del turismo internazionale ma potrebbe ripartire quello di prossimità: insomma, per i siciliani vacanze in Sicilia (e c’è l’imbarazzo della scelta).
A scuola
E la scuola? Riprenderà a settembre, ma come? Per farlo in sicurezza occorreranno investimenti costosi. Servono tre miliardi, secondo il sottosegretario De Cristofaro citato da Repubblica. L’idea è quella di un mix di didattica a distanza e a scuola. Bisognerà anzi tutto dotare di una connessione e di un tablet gli alunni. In Trentino si parla di “doppio turno tecnologico settimanale” che prevede metà classe in aula a scuola e metà a casa a seguire lezioni a distanza. E probabilmente i ragazzi dovranno usare la mascherina, anche se sul punto ci sono molti scetticismi.

