Non è stato solamente un grande allenatore, ma un grande uomo colmo di soli pregi e nessun difetto: era amico di tutti, un signore nato e cresciuto nei suoi meravigliosi 84 anni. Siamo stati insieme mille volte e mi ha dato mille sorrisi. Io l'ho ricordato nel mio libro e glielo ho portato nella sua Mascalucia! Ha ottenuto diversi record nel calcio: con il Nicosia in Prima Categoria tutte vittorie ed un solo pareggio, 104 gol segnati e 23 subiti. Ma erano altri tempi meravigliosi che non torneranno mai più. Un abbraccio, il Paradiso è con te!


Purtroppo i siciliani devono fare i conti con il loro DNA : un misto di arabo – normanno(vichingo)- spagnolo..
Nel frattempo tutto questo ha fatto comodo alle varie classi dirigenti (forse è un po’ troppo definirle così).Negli anni settanta sembrava che anche noi fossimo pronti al riscatto,dove abbiamo sbagliato? Pippo RUsso perché non analizziamo quello che non abbiamo fatto ” noi di sinistra”? cosa ci ha condizionato?
l’immobilismo di oggi non lascia speranza.
Ogni tanto un articolo concreto. Non dimentichi però che anche lei è stato dirigente di partito e come tutti ha usufruito proprio del tempo di cui parla per non cambiare nulla.
Un tipico esempio del tempo che passa inutilmente è Orlando, sindaco a vita di una Palermo sempre peggiore, senza che nessuno degli stessi protagonisti dell’immobilità se ne renda conto e si metta da parte.
Un bellissimo articolo, una sintesi di storia, politica, sociologia e filosofia che ci riguarda da vicino. Mi piace che ci venga data la possibilità di fermarci e di riflettere su certe cose. Complimenti.
Questa Terra è in balia dei propri abitanti da tanto tempo. Naviga senza meta e suggerisce ai più giovani di andar via. Del resto: non vuole l’Europa (troppe regole, siamo mediterranei), non vuole l’Africa (siamo europei, da sud non vengono mai cose buone), vuol continuare a navigare senza meta.
chi fa politica e assume funzioni istituzionali, deve operare nell’interesse comune per il bene collettivo.
le Istituzioni devono essere pronte a cogliere le istanze e i bisogni dei cittadini e dare soluzioni concrete
Oggi si assiste ad una modalita’ operativa delle istituzioni che e’ una continuazione perenne della competizione politica che si e’ svolta, dimenticando che le Istituzioni devono essere al servizio esclusivo di tutti i cittadini alla luce della Costituzione e della legge.
La politica e’ importante per carita’, ma non deve distogliere le Istituzioni pubbliche dalla loro missione naturale di operare nell’interesse della Nazione.
Noi cittadini di Palermo, ma penso accada anche in altre parti, assistiamo impotenti ad una commistione assurda fra politica e Istituzioni:il Rettore dell’Universita’ che senza dispositivo legislativo di blindatura istituzionale con esercizio sostitutivo di poteri, assume un colore politico e partecipa ad una competizione elettorale e il Sindaco che instaura un conflitto con il Ministro dell’Interno ignorando la legge promulgata dal Capo dello Stato.
Noi cittadini votiamo. Concluso il momento democratico del voto ci aspettiamo da chi assume funzioni istituzionali l’esercizio della funzione pubblica nell’interesse della collettivita’
Il voto non autorizza a chi e’ eletto a continuare a fare politica usando le Istituzioni!
con questa modalita’ assurda di esercizio dei poteri pubblici e’ ovvia e logica l’inefficienza, i ritardi, l’immobilita’.
Si precano energie per finalita’ che esulano dalle funzioni istituzionali che si devono esercitare.
Condivido, un articolo particolare ben scritto che rivela cultura e di buon approfondimento.
Perchè Palermo è una città morta economicamente ma non solo.
O meglio non è mai esistita economicamente.
invito cortesemente a chi dissente, di leggere l’art. 97 della Costituzione e se esercita la funzione pubblica, gli art. 54 e 98 della Costituzione.