CATANIA – Pietro Giuffrida fu ucciso il 22 agosto del 1999. Un delitto rimasto nel fascicolo degli omicidi irrisolti della giustizia catanese per oltre 13 anni. E’ infatti nel 2013 che arriva un’ordinanza di custodia cautelare con i nomi dei presunti mandanti e killer. Tra questi Fabrizio Nizza, da pochi mesi diventato collaboratore di giustizia. Ad inchiodarlo due anni fa è stato un altro pentito Santo La Causa, ex reggente dei Santapaola che svelò i motivi di quell’eliminazione e soprattutto i nomi dei responsabili. I carabinieri arrestarono Lorenzo Saitta e Fabrizio Nizza nell’ambito del secondo filone dell’inchiesta Fiori Bianchi.
Per il collaboratore di giustizia è arrivata la condanna a dieci anni di carcere: la sentenza è firmata dalla prima sezione della Corte d’Assise di Catania presieduta da Rosario Cuteri. A Nizza (difeso dall’avvocato Enzo Guarnera) sono state riconosciute le attenuanti della collaborazione e quelle generiche relative alle aggravanti contestate. Per l’omicidio di Pietro Giuffrida, Lorenzo Saitta processato con il rito abbreviato, lo scorso aprile è stato condannato dal Gup Giovanni Cariolo alla pena dell’ergastolo.
Pietro Giuffrida è stato ucciso davanti una sala giochi di Via Santissima Trinità il 22 agosto del 1999. Alla base del delitto ci sarebbe stata una lotta interna ai Santapaola per la gestione dei prestiti usurai e per il controllo della zona di spaccio di piazza San Cosimo. Un delitto che si collega all’omicidio di Gino Ilardo: è in corso un processo a carico di tre vertici dei Santapaola Maurizio Zuccaro, Vincenzo Santapaola e Benedetto Cocimano e il boss di Caltanissetta, Giuseppe Madonia. Pietro Giuffrida sarebbe stato, secondo la Procura di Catania, uno dei componenti del gruppo di fuoco che uccise l’infiltrato il 10 maggio del 1996 in via Quintino Sella.

