ROMA – “Le risorse finora stanziate dal Governo sono assolutamente insufficienti rispetto alla portata dei danni in Sicilia, dopo il passaggio del ciclone Harry. C’è la fastidiosa sensazione che, per l’esecutivo Meloni, questa sia una emergenza di serie B. E la risposta istituzionale debole, rende ancora più pesanti i danni subiti. Per questo, ho chiesto con una interpellanza urgente di prevedere la sospensione di tasse e riscossioni per famiglie e imprese colpite, oltre ad incrementare con urgenza il Fondo per le emergenze nazionali per la Sicilia”. Così il parlamentare e questore della Camera dei deputati, Filippo Scerra (M5S) che nei giorni scorsi aveva incontrato il prefetto di Siracusa per un primo punto della situazione.
“Quella di Niscemi – prosegue – è una vera e propria emergenza nell’emergenza con oltre 1.500 cittadini evacuati e decine di abitazioni a rischio. I cittadini stanno affrontando tutto con dignità, ma lo Stato non può permettersi esitazioni. Ai cittadini esprimo il rammarico per uno Stato che probabilmente non è stato abbastanza vicino a loro nei passati anni, ma che dovrà esserlo adesso per rimettere la città in sicurezza e garantire a tutti il diritto ad abitare in una casa ed in un territorio al riparo da drammatiche sorprese. La lentezza e la debolezza delle risposte istituzionali pesano quasi quanto i danni materiali. Non bastano le dichiarazioni di circostanza: servono interventi immediati, strutturali e proporzionati”.
“Il Sud è fragile perché per decenni è stato trascurato. Per questo chiediamo un Piano strutturale di prevenzione per il Mezzogiorno, che punti alla messa in sicurezza idrogeologica, alla manutenzione costante del territorio, al ripristino del sistema dunale e a una pianificazione urbanistica seria. Senza prevenzione, continueremo solo a contare danni e disastri”, conclude Scerra.
Legacoop Sicilia: “Troppo esigui i primi fondi per i danni del ciclone”
“Pur riconoscendo la tempestività degli interventi del governo nazionale, che ha già stanziato 33 milioni di euro dichiarando lo stato di emergenza – risorse che si sommano ai 70 milioni stanziati dal governo della Regione siciliana – Legacoop Sicilia, attraverso il presidente Filippo Parrino e il responsabile agroalimentare e pesca Domenico Pistone, ritiene che le somme deliberate non tengano conto neppure delle prime, sommarie necessità dopo la devastazione del ciclone Harry. Da una prima stima, i danni si attesterebbero a circa 1,7 miliardi di euro”, dicono.
“Accanto agli interventi infrastrutturali è indispensabile tenere conto dei danni subiti dalle famiglie e, soprattutto, dalle imprese, in termini di perdita di prodotto e di danneggiamento delle infrastrutture produttive. Un capitolo a parte meritano le imprese della pesca, che in molti casi hanno perso le imbarcazioni, hanno visto distrutte le banchine dei porti e che, a causa delle mareggiate e del versamento di detriti in mare, vedranno le proprie attività fortemente compromesse o addirittura inibite per un lungo periodo”.
“In questo senso, chiediamo al governo di fare chiarezza, attraverso un tavolo tecnico con compagnie assicurative, organizzazioni datoriali e associazioni d’impresa, sul sistema dell’obbligo delle polizze catastrofali, ancora in una fase sperimentale”.
Legacoop Sicilia chiede al governo nazionale di sostenere gli emendamenti, già presentati da più forze politiche al decreto Milleproroghe, che prevedono la sospensione per almeno un anno di imposte, tasse e attività di riscossione a carico delle imprese colpite, a vario titolo, dalla calamità delle ultime settimane.
“Riteniamo, inoltre, necessario che il governo regionale preveda – anche attraverso le maggiori entrate registrate nel bilancio negli ultimi anni – la costituzione di un fondo straordinario riservato al sistema produttivo, con particolare riferimento ai comparti dell’agroalimentare e della pesca, già duramente colpiti dalla siccità, dalla crisi dei Consorzi di bonifica, dalle misure restrittive nel settore della pesca e dagli effetti dei cambiamenti climatici”.

