Micciché: "Io, risorto |grazie a Lombardo e Dell'Utri"

Micciché: “Io, risorto |grazie a Lombardo e Dell’Utri”

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Il sottosegretario: "L'ex governatore ha fatto telefonate a Verdini e Berlusconi sollecitando la mia nomina. L'ex senatore? Ha avuto un peso anche lui". E archivia la polemica con Alfano, Schifani e Castiglione.

Intervista al Corriere
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2 min di lettura

PALERMO – Dice che Dell’Utri ha avuto “un peso nelle scelte che ha fatto Berlusconi”, ma poi ringrazia anche Raffaele Lombardo, che “ha fatto telefonate a Verdini e Berlusconi invocando la mia nomina”, ma – soprattutto – ringrazia Berlusconi, “un grande stratega, il protagonista assoluto di questo governo”. Gianfranco Micciché si confessa a tutto campo con il “Corriere della Sera” il giorno dopo la nomina a sottosegretario: nella lunga intervista concessa a Felice Cavallaro, il leader di Grande Sud archivia gli scontri con Angelino Alfano, Renato Schifani e Giuseppe Castiglione e indica gli assi con gli altri esponenti del governo provenienti dalla Sicilia, ma soprattutto segnala i nomi di chi l’ha aiutato dopo la grande crisi delle Regionali.
Già, perché Micciché non ha difficoltà ad ammettere di essere stato “trombato” in ottobre. “Ci sta, non posso rifiutarlo, anche se presi solo 1.700 voti perché chiedevo di votare per altri – spiega al Corriere -. Ma non ripescato. Senza la vittoria alle politiche in Sicilia oggi Berlusconi non sarebbe stato in condizione di pareggiare”. Quanto ai rapporti con Alfano, Schifani e Castiglione, adesso Micciché getta acqua sul fuoco: “Se ne sono dette di peggio Bersani e Berlusconi. Eppure stanno insieme, adesso. Si litiga anche all’interno della propria area, ma poi con l’età subentrano altri sentimenti”. Anche perché, alle Regionali, secondo Micciché l’errore è stato generale: “Sbagliammo tutti, io e loro. Perdendo la Regione Siciliana. L’errore ci fu, anche se non sappiamo se è nato prima l’uovo o la gallina. Errore generale. Ma Berlusconi ha preteso che non se ne facessero più”.
Se con Alfano, Schifani e Castiglione lo scontro è archiviato, con Simona Vicari si passa addirittura all’affetto: “Bello che ci sia la Vicari al governo, sarà utile”. Parole anche migliori per un altro siciliano, il leader dell’Udc isolana e neo-ministro Gianpiero D’Alia: “Con lui ho un’ottima intesa. Quando la Lega si accorgerà di due siciliani alla Funzione pubblica ci sarà da ridere”. Per un governo che, secondo il leader di Grande Sud, potrà anche durare cinque anni.

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