Muore insegnante palermitana: vaccinata con AstraZeneca

Muore insegnante palermitana: vaccinata con AstraZeneca

Commenti

    Anche un solo decesso è una sconfitta , per il vaccino ,
    praticato . A questo punto , se ci sono esami specifici ,
    che vengano fatti a tutti coloro , che si devono sottoporre
    alla inoculazione . La casistica sono numeri , la vita e gli
    affetti , no . Non possiamo inseguire la prospettiva di vaccinare
    tutti in fretta , per fare ripartire l’economia , lasciandoci
    alle spalle una lunga scia di morti .

    Salve, ho notato che questi molteplici vaccini sono stati creati troppo in fretta e che invece dovevano essere sperimentati prima di rimetterli su larga scala. Fanno firmare una liberatoria perché procurano la formazione di trombi e coaguli e quando capitano decessi dicono sempre la medesima cosa e cioè che non c’è correlazione col vaccino! Cosa strana!!! Tutti ammalati di trombosi??? E penso anche che i vaccini accelerino e accentuano le patologie gravi di cui uno è affetto! Insomma “contribuiscono” ad accelerare le patologie di cui si è affetti! “Fanno morire prima!!!

    Hai perfettamente ragione.

    Dott.marco zanca
    Specialista in geriatria e angiologia
    Referente covid Asl n.9 veneta

    fare astazeneca e’come giocare alla roulette russa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI