"Non è vero che non c'è lavoro| Bisogna soltanto crearlo"

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Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta del segretario provinciale dell’Ugl terziario di Palermo Salvo Barone.

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PALERMO – Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta del segretario provinciale dell’Ugl terziario di Palermo Salvo Barone.

“La globalizzazione ha aperto una nuova fase della storia, un’età che, come mai nel passato, ha sincronicamente coinvolto tutta l’intera umanità. Necessità di progettare e programmare immediatamente, sfruttando le prospettive storiche di sviluppo della geo-economia ipotizzabile e della cultura globale nell’area del Mediterraneo, attraverso ad esempio le opportunità di trasformazione strutturale e sistemica per il futuro non solo di Palermo, della Sicilia, ma bensì dell’Italia nel contesto proprio della globalizzazione. Urgono delle riforme strutturali che non passano di certo dalla ultima riforma sul lavoro o dall’abolizione del Senato, che non riguardano le ruberie della formazione siciliana, né tanto meno facendo passare lavoratori per sussidiati, né facendo mutui aumentando debiti o aumentando le tasse ai cittadini senza una seria lotta all’evasione fiscale o incentivando fuoriuscite volontarie dei dipendenti della Pubbliche amministrazioni diretti e/o indiretti. Riforme strutturali sostenibili anche a costo zero, ma che richiedono una grande volontà politica, capace di far resuscitare un territorio come il nostro pieno di risorse, per assicurare benessere sociale. Per far ciò è bene che politici, imprenditori, sindacati, esperti e quant’altro si mettano sinergicamente tutti a lavoro sulle infrastrutture logistiche e dei servizi, sulle innovazioni delle stesse infrastrutture e sulla valorizzazione e promozione delle infrastrutture culturali. Appare evidente che oltre ai fondi legati alla programmazione della Comunità europea fino al 2020, non è che vi siano altre risorse territoriali disponibili e quindi bisogna attrarre investimenti senza cedere patrimoni materiali e culturali togliendoli al bene comune. La politica deve essere intesa come organizzazione di istanze collettive, funzioni sociali, dinamiche di gruppi e categorie. Palermo e la Sicilia tutta hanno l’occasione di essere identificati come Piattaforma e centro dell’area mediterranea, una vera e propria piazza degli scambi di rango planetario. La politica e i suoi esponenti devono guardare avanti, devono ricercare soluzioni, devono adoperarsi affinché la comunità di riferimento acquisisca quel benessere indispensabile; non può limitarsi ad affrontare emergenze e non poter garantire neanche i diritti acquisiti. Risulta che ci siano grandi progetti che tengono in considerazione questa forma di sviluppo della Sicilia, di Palermo. Cari politici perché non togliete qualche ora del vostro tempo alle beghe di partito, alle suddivisioni di poltrone, alla distribuzione di benefit e dedicate più tempo al bene delle comunità che hanno avuto fiducia in voi? Non è vero che non c’è lavoro, bisogna crearlo. Una buona politica deve pensare a forme di sviluppo, lavoro e legalità attraverso processi di innovazione, no alle solite chiacchiere sulle infrastrutture che ascoltiamo da decenni, no a piccolissimi incentivi contro la disoccupazione soprattutto giovanile, no alle finte agevolazione per gli investitori, ma bensì bisogna progettare sinergicamente e con estrema convinzione processi di crescita e quella di considerare Palermo e la Sicilia “fulcro del Mediterraneo” ci appare l’unica progettazione immediata per scongiurare questo squilibrio con il resto dell’Europa che ci sta portando ad una fisiologica catastrofe”.

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