Non ha visto la madre morta | Il dolore del detenuto Alessio - Live Sicilia

Non ha visto la madre morta | Il dolore del detenuto Alessio

La storia di un detenuto che avrebbe voluto dare l'ultimo saluto a suo madre. Le sbarre della burocrazia gliel'hanno impedito.

Al Pagliarelli
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TRAPANI – L’avvocato Giulio Vulpitta, difensore di Alessio Minaudo, un trapanese detenuto nel carcere Pagliarelli di Palermo per un cumulo di pene definitive per furti ed evasioni, rende noto che, di fatto, al suo assistito è stato impedito di vedere per l’ultima volta la madre deceduta. La donna è morta il 23 dicembre scorso, mentre il permesso gli è stato concesso solo ieri. “Ho provveduto ad inoltrare al magistrato di sorveglianza di Palermo idonea istanza urgente al fine di consentire al Minaudo di partecipare ai funerali della madre e a volgerle l’ultimo saluto. Sebbene i carabinieri abbiano provveduto immediatamente ad effettuare una breve istruttoria inviando il tutto al magistrato il giorno di Natale – dice il legale – il mio assistito è stato autorizzato ieri”.

Ma non è tutto: l’autorizzazione riguardava la traduzione presso la casa materna a Trapani. La salma, però, ieri era già sistemata presso la camera ardente del cimitero di Trapani. “E Minaudo – spiega l’avvocato Vulpitta – non era stato autorizzato a recarsi in quel luogo. E’ giustizia”?

(Fonte ANSA)


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Commenti

    Questo e’ l’ennesimo episodio increscioso di cui e’ responsabile anche Crocetta. Se avesse nominato il garante dei detenuti ormai non esistente dal settembre del 2013, queste cose non si verificherebbero, e come questi tant’ altri. Ma l’ incarico e’ gratuito, al cerchio magico non interessa e quindi ai carcerati per il rispetto di diritti sanciti nella carta fondamentale dei diritti dell’ uomo delle Nazioni unite, non resta che subire o rivolgersi alle “gerarchie” delle carceri. Pero’ siamo tutti antimafiosi. Vergogna!!!!

    e’ una vergogna i giudici fanno quello che vogliono non c’e rispetto neanche davanti a casi umani come questo.ma chi garantisce i diritti dei detenuti se i giudici sono liberi di decidere da soli?
    antonio

    Un detenuto definitivo per un cumulo di furti ed evasione e un cittadino che dice “vergogna” ai giudici e che “fanno quello che vogliono”: ma che Italia é diventata mai questa, un paese all’incontrario.

    Il rispetto dei valori va portato nel cuore, e nelle azioni. Giustifico solo questa persona se
    ruba per fame. Ognuno accetti la propria croce da patire.

    Crocetta deve nominare il garente dei detenuti da piu’ di un anno .L’ufficio ha del personale costretto a non far niente grazie a crocetta che trova solo il tempo per fare annunci.

    Penso proprio che se in Sicilia piove o non piove è sempre colpa di Crocetta.
    Parlando del garante dei detenuti mi ricordo di grande “efficienza” di un precedente garante, pare a € 100.000,00 annui fino al 2011, anche senatore della repubblica. Ma siamo sicuri della necessità di tale altra nomina?

    Lasciatelo lavorare a Crocetta, sta aiutando il centro destra, alle prossime elezioni anche se si candiderà il parcheggiatore della cala, vincerà senza fare facsimile…poi riguardo i magistrati lo sappiamo tutti che sono i nuovi padroni dell’Italia!!

    la nomina la prevede una legge e su questo l’unico inadempiente resta Crocetta a cui tocca provvedere e non lo fa da settembre 2013. su Fleres, non mi pare che il mondo carcerario abbia lamentato scarso impegno anzi, ne chiedeva con forza la riconferma anche in considerazione che proprio dal 2011 e senza aspettare la norma che abrogasse l’indennità, ci ha rinunciato e ha continuato a svolgere il suo compito sino a fine mandato. semmai la domanda è: come mai un governo di sinistra, da sempre attenta ai temi sociali, non riesce a trovare tra i suoi tanti adepti un volontario che si assume questa responsabilità? non sarà che anche da quelle parti viga l’antico detto: ” senza piccioli missa un si nni canta”? in ultimo aggiungo, attenti a responsabilità penali. la settimana scorsa si è suicidato un detenuto ai pagliarelli. io non so se all’ufficio del garante c’è traccia di una qualche richiesta di intervento atto a prevenire l’irreparabile. il codice penale art 40 comma 2 recita:”Non impedire un evento, che si ha l’obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo”. in assenza del garante a chi tocca questa responsabilità se non al nominante?

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