Non solo degrado, la Cgil: |“Questo è un quartiere vivo” - Live Sicilia

Non solo degrado, la Cgil: |“Questo è un quartiere vivo”

Avviare una stagione di aperto e serrato confronto, per disegnare un percorso di trasformazione sociale e fare in modo che Librino non sia più percepito come “il caso” nella storia dello sviluppo urbano della città di Catania. Questo lo scopo della “Piattaforma per Librino”, presentata stamattina

Presentazione della Piattaforma per Librino

La presentazione della "Piattaforma per Librino"

CATANIA – Fare in modo che Librino non sia più soltanto un “caso” nella storia dello sviluppo urbano della città, ma permettere al quartiere periferico di Catania di trasformarsi e valorizzare le migliaia di anime che vi abitando. Questa la richiesta delle associazioni, dei comitati di quartiere e della società civile contenute nella “Piattaforma per Librino” (leggi qui), un documento propositivo contenente le analisi e le proposte che saranno consegnate alle istituzioni nei prossimi giorni, presentato alla Camera del Lavoro del quartiere, alla presenza del segretario provinciale, Angelo Villari, al segretario confederale Giacomo Rota, al segretario della Cgil di Librino Sara Fagone e di quello del Sunia, Giusi Milazzo.

“Domani qui verrà il presidente Crocetta, e noi gli chiederemo a che punto siano i progetti per Librino – afferma Rota a LivesiciliaCatania – a partire dalla Zona Franca Urbana. Chiediamo, inoltre, a tutte le istituzioni, di assumersi le responsabilità e soprattutto di mantenere gli impegni presi concertando i prossimi con chi del quartiere si occupa da tempo”. Oltre alla Zfu, molte altre le richieste avanzate dalla società civile: il completamento delle spine verdi, rimaste aree incolte e diventate vere e proprie barriere tra le varie parte del quartiere, la rivalutazione delle strutture abbandonate, la realizzazione e riqualificazione degli spazi culturali, misure a sostegno degli artigiani e tutti quelli che rendono vivo il quartiere.

“Quando si parla di Librino non si fa altro che parlare di disagio – sottolinea Sara Fagone – e invece, dietro le complesse problematiche che tutti conoscono, ci sono persone capaci, che ogni giorno si spendono, lavorano e pagano le tasse. Per loro, invece – aggiunge – solo abbandono, cattedrali nel deserto, teatri inaugurati e vandalizzati e un’intera cittadella dello sport che sta prendendo vita, dopo decenni di incuria, grazie a un gruppo di volontari che l’ha restituita alla sua vocazione originaria: lo sport”.

L’aspetto della qualità degli interventi lo evidenzia, invece, Giusi Milazzo, che specifica come per Librino non si possa e non si debba parlare solo di quantità di progetti, ma soprattutto di qualità. “Si può fare un grande lavoro qui – afferma la Milazzo – ma le istituzioni devono decidere di investire e, soprattutto, concordare ogni intervento. Il senso della piattaforma, infatti – conclude – è dare vita a un percorso partecipato che riqualifichi Librino e, con questo, l’intera città”.

 


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