Notte di tensione a Messina| "Non siamo carne da macello"

Notte di tensione a Messina| “Non siamo carne da macello”

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    Il teatrino elettorale del presidente Musumeci non si ferma davanti alla sofferenza dei contagiati e ai chi perde la vita… Il traffico giornaliero medio bello stretto di Messina e di circa 10,000 veicoli dei quali 7,000 di auto il resto di trasporto merci. E per alcune centinaia di auto Musumeci parla di massacro. Il massacro in Sicilia non ci sarà solo grazie alla fortuna e non per i provvedimenti di Musumeci e Razza. Mentre ci vogliono anche due giorni per i risultati di un tampone, Musumeci fa il giro elettorale degli ospedali. Speriamo che una persona che non ha fermato la sua macchina elettorale dinanzi a tutto questo dramma senza alcun scrupolo non venga mai più rieletta

    Considerato che lo Stato è latitante, e le denuncie trovano il tempo che trovano, e chissà quando si faranno i processi o altro, inviterei il nostro Presidente della Regione, in virtù dei poteri che scaturiscono dallo Statuto siciliano, a schierare il Corpo Forestale della Regione Siciliana sullo stretto e non far attraccare nessuna nave, se prima la compagnia di navigazione, non fornisce i nomi dei passeggeri e le motivazioni. La nave parte da Villa San Giovanni solo dietro autorizzazione del Presidente e la nave ormeggia e scarica solo ed esclusivamente quelli autorizzati. In caso di violazione si possono benissimo applicare altri reati ben più gravi.

    Tutti coloro che rientrano in Sicilia dal nord mi auguro che osservino le direttive ministeriali e si auto denunciano.spero siano cosi corretti da starsene in quarantena, ma non tutti hanno una doppia abitazione cui stare, quindi la convivenza con i loro familiari e molto discutibile e pericolosa se portatori asintomatici sani del corona virus, i primi ad infettare saranno i loro genitori,i figli, i suoceri e i parenti più stretti, A queste “persone” poco intelligenti farei pagare loro tutte le spese mediche di eventuali contagi ai loro familiari e conoscenti che infettano, oltre i danni alla collettività.

    Io non mi sto più recando in uno dei supermercati dove solitamente faccio la spesa (vado in posti diversi a seconda delle offerte del momento) perché quest’ultimo, anche se per circa 200 metri, ricade nel territorio di Catania, mentre io abito in un comune limitrofo. Invece questi nostri “degni” conterranei sono addirittura riusciti ad attraversare tranquillamente lo Stivale, suppongo senza tutti questi controlli, arrivando a Villa S. Giovanni, e non mi spiego come, visto che la Calabria dovrebbe essere “chiusa”.

    Io non mi sto più recando in uno dei supermercati dove solitamente faccio la spesa (vado in posti diversi a seconda delle offerte del momento) perché quest’ultimo, anche se per circa 200 metri, ricade nel territorio di Catania, la mia città, mentre io abito in un comune limitrofo. Invece questi nostri “degni” conterranei sono addirittura riusciti ad attraversare tranquillamente lo Stivale, suppongo senza tutti questi grandi controlli, arrivando a Villa S. Giovanni, e non mi spiego come, visto che la Calabria dovrebbe essere “chiusa”.
    Un’altra cosa che mi lascia perplessa: come mai, per la seconda volta, Conte ha annunciato l’emissione di un nuovo decreto restrittivo due giorni prima che questo entrasse ufficialmente in vigore (quindi non rendendolo esecutivo fin da subito), dando il tempo a questi nostri scellerati corregionali di fare i bagagli e partire per la Sicilia nonostante il divieto di spostarsi?

    I governatori del nord hanno permesso questo esodo! In Italia siamo chiaramente sacrificabili, buoni per le loro fabbriche e pronti a farci morire e scaricarci quando l’emergenza impazza! Essere nazione avrebbe dato in mano gli strumenti per controllare porti stazioni aeroporti e in generale le coste! Invece siamo solo carne da macello! Qui può davvero arrivare chiunque senza che noi Siciliani abbiamo voce in capitolo! Indipendenza indipendenza indipendenza! Quando tutto questo finirà dovremo fare i conti!

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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