"O morivano loro o morivo io"| Condannato a vent'anni

“O morivano loro o morivo io”| Condannato a vent’anni

L'arresto di Giovanni Colombo

Commenti

    Incredulo roba da Far West spedizione punitiva ci si arma come se fosse una cosa normale in questi casi la pena deve essere esemplare ergastolo che serva da monito a questi individui che trasgrediscono giornalmente la legge e per i quali la vita degli altri non conta nulla.

    Non la penso così; la disperazione e la paura hanno armato quest’uomo. Avevano fatto i conti male, non hanno tenuto conto che ci sono persone che non si lasciano scannare come agnellini.

    Queste sono le conseguenze di chi si fa giustizia da solo..
    Segnalate a chi di dovere, non abbiate paura di passare per ‘spioni’ o scemi.. Gli scemi sono quelli che rischiano la vita o come in questo caso 20 anni di galera per queste cose… e non chi evita di rovinarsi la vita segnalando ai carabinieri o polizia di essere in pericolo di vita..

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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