Capizzi, Giuseppe colpito al collo: l’assassino ha sparato 3 volte

Capizzi, Giuseppe ucciso a sedici anni: non era lui il bersaglio del killer

17enne ucciso capua
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Commenti

    Sono sicura di non essere l’unica a pensare e dire questa cosa, ma siamo stanchi di avere tra i piedi persone pregiudicate o condannate ai domiciliari essere liberi di fare ciò che vogliono fintanto uccidere. C’è una grossa falla nella giustizia italiana, non vogliamo più vivere pensando che un giorno qualunque in un luogo pubblico possa arrivare una persona con precedenti, armata, che a causa dell’ambiente in cui vive è continuamente alimentato dalla violenza e dalla prepotenza e dalla voglia di emergere nel mondo criminale. Si parla di mafia, ma questi sono solo criminali che vogliono uccidere. Ma com’è possibile che una persona che ha dato fuoco a una caserma dei carabinieri sconti una pena ai domiciliari. Ha dato fuoco a una caserma, cioè ma ci rendiamo conto? una caserma, i carabinieri, lo Stato, e questo se n’è tornato a casa dalla sua famiglia bello tranquillo. Adesso, fossi nei legali della famiglia della vittima, proporrei di fare causa anche a tutti i responsabili, a cominciare dai giudici che hanno deciso di rimandarlo a casa. Ora secondo voi, uno che incendia una caserma ha qualche problema a uccidere per futili motivi? Voi persone diciamo “normali” avreste il coraggio di appiccare un incendio in una caserma? La riflessione dovrebbe partire da qui.

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Questi sono piccoli delinquenti usati per creare allarmismo,come vedete non vi sono pentiti da tempo,percchè questi non hanno nemmeno il cervello per raccontare qualcosa,quanto riguarda la sicurezza nei centri storici,difficile da sconfiggere se non si attuano leggi che possono sembrare eversive,malviste dalla nostra magistratura.Ossia se vedi un sospetto arrestalo dopo tre mesi lo interroghi.

Grazie per questo articolo. Anche per il tono. Dobbiamo recuperare la capacità di reazione che Palermo ha avuto dopo gli attentati di Falcone e di Borsellino. E tutti, a cominciare da chi fa politica dobbiamo recuperare la consapevolezza che la politica non è l'attività dei politici, ma la partecipazione dei cittadini a tutto quello che non rientra nei "fatti propri"

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