Palermo, amanti diabolici: "L'ultima bugia" sull'omicidio di Carlo La Duca

Amanti diabolici: “L’ultima bugia” sull’omicidio di Carlo La Duca

La donna: "L'ho seguito ma non ucciso". I pm non le credono. Giudizio immediato

PALERMO – Dice di vere seguito il marito. È vero, non poteva smentire le immagini. Luana Cammalleri però si difende. Voleva capire dove stesse andando l’uomo e come spendesse i soldi in vista della imminente separazione. Poi quando ha capito che Carlo La Duca stava per accorgersi di essere pedinato ha deciso di allontanarsi.

Questa è la versione che la donna, in carcere con l’amante e amico della vittima, Pietro Ferrera, ha fornito nel corso dell’interrogatorio. Secondo l’accusa è solo l’ultima bugia per tentare di scrollarsi di dosso l’accusa di omicidio. Ferrera avrebbe ucciso La Duca, originario di Cerda, probabilmente in un terreno a Ciacculli, e poi assieme alla donna avrebbero fatto sparire il corpo, mai più ritrovato.

Non le hanno creduto e il giudice per le indagini preliminari ha dato il via libera alla richiesta di giudizio immediata avanzata dalla Procura di Palermo. Le prove, dunque, sarebbe evidenti, anche se i legali della difesa, gli avvocati Giovanni Marchese e Accursio Gagliano, sono certi di potere dimostrare l’innocenza dei due imputati nel corso del processo in Corte di Assise.


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