Orlando cambia le carte in tavola |Forse anche lui dovrebbe cambiare - Live Sicilia

Orlando cambia le carte in tavola |Forse anche lui dovrebbe cambiare

L'allargamento della giunta e i problemi da risolvere nella città in crisi.

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PALERMO – Maestro di quella tattica che l’ha reso un gigante in mezzo ai nani – soprattutto per colpa di questi ultimi – anche stavolta Leoluca Orlando ha rimescolato le carte della giunta comunale da par suo, in un momento topico. La rivoluzione? Il cambiamento? La visione? Qui si fa come dico io – è implacabile il comandamento di Luca a cui basta agitarsi un po’ per atterrire i compagni di viaggio -. Beccatevi perciò un allargamento della squadra con gli assessori Arcuri e Marino, vecchie conoscenze del Palazzo, e l’assessore Petralia, giovane virgulto della politica, in odore di Sardine (ma il punto è assai controverso). Una mossa azzeccata, politicamente, a prescindere dalla qualità amministrativa arcinota dei fedelissimi e dalle speranze riposte nel nuovo arrivato.

Il Professore rinasce, come sempre ha fatto, dalle sue ceneri, con uno schema che si ripete: una spruzzatina di freschezza e l’esperienza consumata degli orlandiani, affinché il carro proceda senza ulteriori intoppi.

Sì, ma dove va il carro? E qui le cose si fanno più complicate, perché c’è di mezzo il destino di un’intera città, non soltanto l’alchimia per l’uso e la conservazione del potere nel manuale di un sindaco che, nell’arte appena citata, non conosce rivali.

Palermo è in un frangente acuto della sua disperazione e si può affermarlo, con tristezza, guardando le rughe che le scavano il viso, senza essere tacciati di vile partigianeria. Né basteranno a salvarla la retorica della bellezza e dell’accoglienza, virtù necessarie allo stato naturale, casomai deprezzate dalla gassosità della propaganda.

Palermo è i suoi marciapiedi impercorribili, le sue strade rotte, i suoi alberi appassiti, il suo ciaffico, la sua munnizza, la sua invivibilità che hanno da tempo sopravanzato il sollievo del folclore. Palermo è la sua gente afflitta, senza più trincee, senza stipendi e senza speranze che le cose possano, un giorno, risultare diverse. C’è qualcuno che, in buonafede, rifiutando i duelli rusticani tra opposte fazioni, potrebbe negare un simile quadro?

A una città così serve soprattutto un sindaco che affronti in profondità i suoi dossier più spinosi, che scenda in campo accanto ai cittadini per risolvere il risolvibile e per alleviare ciò che non è possibile risolvere. L’ultimo e non sfolgorante Leoluca Orlando – grande maestro del rimescolamento – la sfida del cambiamento dovrebbe magari giocarsela oltre i ‘rimpastini’ di Palazzo per riconciliarsi pure con coloro che l’hanno scelto, via via che gli anni passavano, con fiducia, con amicizia, con distacco e con rassegnazione. Forse è giunto il momento, per quanto il concetto suoni audace, che perfino lui provi a cambiare un po’.


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Commenti

    Cu nasci tunnu un può muoriri quatratu… rassegnatevi ormai non rimane che aspettare che si esaurisca questa sindacatura sperando che non faccia altri danni da qui alla fine… neanche nei paesini dell’entroterra siciliano si ritrovano più concentrazioni di potere in mano ad un gruppo come la galassia orlandiana che rimanda a quei vecchi sindaci DC di provincia, eterni.

    Ripeto sempre che, passato Orlando, Palermo rimpiangerà Orlando.

    Le nostre sono città irredimibili, popolate da tanta, troppa gente irredimibile, uno come Orlando comunque ha consentito alla sua città di fare un percorso, altrove spesso non è successo nemmeno questo.

    io credo che il sindaco fa ciò che lui e un uomo preparato consapevole di esserlo quindi vittima del suo ego spropositato che è alimentato anche da una rappresentanza consiliare pressoché inutile dal punto di vista politico e dal punto di vista della preparazione e anche questo il sindaco lo sa per cui li bastona e li percula perché sa che di questo consiglio può abusare senza correre rischi eppure basterebbe solo sfiduciarlo ma non lo fanno per mancanza di spina dorsale e anche questo il sindaco lo sa. ciò posto fa male vedere la città ridotta così in preda all. abbandono a parte i 200metri che vanno da piazza vigliena al t. massimo. il sindaco paga lo scotto di uno stato che a causa delle politiche di austerità non effettua più trasferimenti.

    …apres moi le deluge…

    Può fare tutti i cambi che vuole, basta che fa’ pulire le strade ed aggiustare i marciapiedi………………ci siamo veramente E abbondantemente STANCATI !

    Ad Amsterdam , il sindaco ha proposto , di spostare il quartiere a luci rosse , fuori dal
    centro storico , il motivo è che causa l’assembramento di gente , che disturbano .
    Semplice no . Anche noi abbiamo fatto la stessa esperienza nel nostro centro storico ,
    che è stato degradato , spopolato per la stessa causa , le leggi le abbiamo , le
    disposizioni si possono aggiungere là dove servono , buon lavoro ai nuovi assessori ,
    sperando in un radicale cambio di rotta , nel rispetto del decoro del nostro povero
    ed abbandonato centro storico .

    Saggie parole!
    Per cambiare tuttavia è necessario avere una buona dose di umiltà che consenta di guardare ai problemi in maniera obiettiva.
    Spero, per noi, che il Professore sia disposto a mettere da parte il suo smisurato “ego”.

    Negli anni si è trasformato in chi lui ha attaccato agli inizi. Con la piccola differenza che quelli di prima erano obbligati ad equilibri di partito, oggi non esistono i partiti. Un uomo solo al comando che si nutre di potere, un potere “inutile” e necessario solo per accrescere il suo ego.
    Munnizza, traffico, strade improponibili, periferie abbandonate erano i problemi di 35 anni fa e oggi permangono e il sindaco era ed è lui (tolta una breve interruzione dove comunque ha detto la sua, a modo suo).
    Quando finirà, perché dovrà finire, non rimarranno che le ceneri e, come tutti, finirà nel dimenticatoio di quei sindaci del passato che nulla hanno lasciato alla città perché concentrati solo verso se stessi.

    Premessa l’arrogante megalomania di Orlando Cascio che come voi sottolineate “qui si fa come dico io” manifesta sue origine,cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia quindi,non mi aspetto nulla di buono anzi,al peggio non c’è fine!!

    Palermo è anche la città dove si delinque alla luce del sole, in mezzo alle strade, smerciando qualsiasi cosa illegalmente e abusivamente, sotto gli occhi di tutti e anche del Sindaco.
    Una città da questo punto di vista lercia ed impresentabile, nonostante tutte le bellezze che i nostri avi ci hanno lasciato.
    Nell’agenda del Sindaco, il controllo del territorio, in quale (ultimissima) pagina è inserito?

    E cosa dovremmo prendere? Un altro cammarata?? che fa il diegonale??? Ma per favore!!

    Detto bene…. GIGANTE TRA I NANI – ma almeno è una persona di cultura – Dopo di lui abbiamo pecore, capre, carduna vurricati ed altro – anche tra i suoi uomini……

    come rimpiango Cammarata .

    Lo schema si ripete: Orlando fu un grande sindaco, adesso è la controfigura di se stesso. Lui ha lo spessore e l’abilità per fare e disfare.
    Però il punto di vista sulla città ormai sfugge, non essendoci uno straccio di idea su cosa sarà e cosa sarebbe urgente fare. Cioè: la nave va alla deriva, i riflettori sono sul comandante, lontano dal timone.

    Un percorso che ci ha portati ad essere fanalino di coda per vivibilità e qualità dei servizi tra le grandi città italiane. Un percorso che ha portato alla desertificazione di interi quartieri nel centro storico a tal punto che di notte nei fine settimana circolano più auto che di giorno. Un percorso che ha distrutto la spina dorsale della città cioè il mondo economico imprenditoriale che è in ginocchio, centinaia le chiusure migliaia i licenziamenti nell’indifferenza generale. Una città invivibile non più fruibile dai cittadini palermitani che si sono visti scavalcare da rom zingari e clandestini afro islamici che rappresentano da anni l’unica vera priorità per questo sindaco. Ai cittadini palermitani rimangono sul groppone tasse locali e balzelli altissimi mentre la loro città precipita nel baratro, 98esima per qualità della vita. in nessuna città italiana esiste una ztl notturna, una assurdità che nessun amministratore metterebbe in campo ma che si stava per materializzare a Palermo, ennesimo provvedimento “ammazza città” frutto di un becero fanatismo ideologico pseudo ambientalista comunista che guida le decisioni di questa giunta.

    Sarò sincera, l’unico mio problema con Orlando è che grazie a lui non riusciremo mai a vendere casa; la gente va via, chi resta non ha soldi e voglia di sognare (e te credo). I soliti fortunelli dei circoli vips però se la passano sempre bene giusto? Per non parlare del convitato di pietra, la mafia e i mafiosi, che sembrano scomparire dalle cronache del quotidiano e dai pensieri del sindaco.

    Palermo non sa fare altro che leccarsi le ferite e lamentarsi: e così lentamente muore mentre inneggia al suo paradosso orlandiano. Dalla fine della seconda guerra mondiale, sono passati quasi 15 lustri ma per le vie disastrate del capoluogo siciliano aleggia quella stessa tetra disperazione. Resa però ancora più fosca dall’assenza di quei benauguranti, vasti orizzonti verso i quali la speranza spingeva i palermitani di ogni ordine e grado.

    ollando invece il centro storico lo ha fatto diventare un centro clandestini

    forse, è proprio per la presenza di certi “giganti” che non riescono ad emergere persone che potrebbero fare e dare tanto e mi creda ci sono!

    Nino la ZTL notturna esiste a Roma, Milano, Torino, Firenze e potrei continuare per centri minori. Le cose diciamole per come sono almeno.

    Allora tenetevi questa persecuzione secula seculorum.

    Io non lo rimpiango ma è stato superiore a Orlando.

    Gigante tra i nani nella fantasia.

    Alla città serve un sindaco che affronti i problemi? Ma se fa il sindaco da quasi 25 senza aver risolto nessun problema.

    citta’ finita e discutiamo di cambiare Assessori. Siamo arrivati !

    A Milano non esiste ztl notturna. La restrizione e’ attiva dalle 7.30 alle 19.30 nei giorni feriali e fino alle 18 solo il giovedì. Fine settimana liberi di circolare24 ore su 24. E’ vero, esistono in alcune città, piccole zone di ztl notturna come a Roma quartiere S.Lorenzo ma iniziano alle 21 e terminano non oltre le 03.00 . Sono rare eccezioni che confermano la regola. Niente ztl notturne e nemmeno nei fine settimana nel 99% delle città a cominciare appunto da Milano “patria” della ztl perchè li esiste da almeno 20 anni.

    Dal dopoguerra Palermo rimane agli ultimi posti in tutte le classifiche, con o senza Orlando.
    Importante studiare i motivi e darsi una mossa senza piagnucolare e soprattutto lavorare perché una intera generazione formata torni e ricostruisca.

    Si sbaglia di grosso, passato Orlando, nessuno lo rimpiangerà.

    I sindaci cambiano ma i problemi rimangano anzi aumentano.

    Nino a Milano esistono 4 ZTL attive anche di notte o solo di notte.

    Navigli, Garibaldi, Sarpi e Arco della Pace. Ripeto: diciamole giuste le cose.

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