Amat al lavoro sui conti | Il Comune corregge il piano - Live Sicilia

Amat al lavoro sui conti | Il Comune corregge il piano

L’amministratore unico di Amat Michele Cimino

L'assemblea dei soci ha chiesto all'azienda di integrare il documento che riequilibra i conti

Palermo
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PALERMO – Via i disallineamenti per quasi 70 milioni di euro, ma anche correttivi al Piano del fabbisogno che chiede più soldi al comune di Palermo. Si è riunita oggi l’assemblea dei soci di Amat, che in realtà ha un unico socio che è per l’appunto Palazzo delle Aquile: un passaggio obbligato per formalizzare il taglio dei crediti imposto dalla direttiva del sindaco Leoluca Orlando. Una decisione che l’azienda aveva già preso da tempo e ha anche calato nei propri bilanci, ma che aveva bisogno di un’ufficialità arrivata oggi alla presenza dell’assessore alla Mobilità, Giusto Catania, e del collegio sindacale.

Ma quella di oggi è stata l’occasione per discutere anche del Piano di risanamento di Amat e di quello del fabbisogno del personale: documenti già resi noti, come ha scritto Livesicilia, e che contengono richieste di un certo peso. Per riequilibrare i conti, messi a soqquadro sia dai disallineamenti per 69 milioni che dalla perdita strutturale di ulteriori sette, l’azienda guidata da Michele Cimino ha infatti battuto cassa chiedendo un adeguamento del contratto di servizio e circa 200 assunzioni nei prossimi tre anni. Richieste non proprio indolori, per il Comune, che oggi tramite l’assessore Catania ha “suggerito” alcune modifiche al Piano, definite in una nota “input operativi e affinamenti”, tenendo conto anche delle proposte avanzate dai sindacati. A questo punto il Piano, corretto e rivisto, passerà al vaglio della giunta comunale e successivamente tornerà in assemblea dei soci per l’approvazione.

L’amministrazione Orlando ha confermato di voler ricapitalizzare l’Amat, ma è sul risanamento che i punti di vista non sembrano del tutto convergenti. “Ci avviamo verso un nuovo percorso che porterà l’azienda ad essere più competitiva, grazie alla pianificazione nell’ottica del risanamento – dicono l’assessore Giusto Catania e l’amministratore unico di Amat Michele Cimino -. C’è molto entusiasmo per i passi avanti che si stanno concretizzando – concludono Catania e Cimino -. Oggi, c’è la necessità di offrire un servizio al passo con i tempi e a misura di cittadino e dei tanti turisti che visitano la città”.

LE REAZIONI

“Il vecchio travestito da nuovo, in pieno stile Orlando – dice la capogruppo M5s Concetta Amella – L’Amat ha chiuso il 2018 con una perdita di ben 6,8 milioni di euro, in gran parte imputabili alla costosa gestione del tram, e adesso pensa di rifarsi sulle spalle degli utenti. Nessuna conferma sui tagliandi di viaggio integrati bus-tram e vanno conteggiati anche circa 3 milioni di parcelle legali per problematiche tuttora irrisolte riguardanti i tributi locali. Preoccupante anche il punto del piano dove si fa riferimento ai livelli occupazionali. A coronamento di questa situazione complessa in cui a farne le spese saranno sempre e soltanto gli incolpevoli cittadini, l’amministrazione Orlando si è incaponita nel volere realizzare nuove linee del tram, mentre la società partecipata affonda e i palermitani si ritrovano con servizi pessimi ma costosi”.

“Esprimo apprezzamento per il nuovo percorso intrapreso dall’Amat, che oggi ha finalmente chiuso il capitolo dei disallineamenti – dice Massimo Giaconia, Consigliere Comunale di Palermo 2022 e componente della III Commissione Consiliare che si occupa di Partecipate – Già domani, chiederò alla Commissione di convocare quanto prima i vertici di Amat- continua Giaconia – è necessario confrontarci con loro su questo piano di risanamento e sui prossimi passaggi da fare per l’azienda, quali la rivisitazione del contratto di servizio, il fabbisogno del personale e l’eventuale ricapitalizzazione. In commissione – conclude Giaconia- con i vertici Aziendali, affronteremo anche la questione del costo dei biglietti. É necessario un lavoro sinergico tra Azienda, Amministrazione Comunale e Consiglio, affinché Amat possa diventare sempre più un’azienda efficiente”.

“Esprimo apprezzamento per il piano di risanamento Amat – dichiara il presidente della sesta commissione Ottavio Zacco – inizia un nuovo percorso per l’azienda in attesa di una nuova ricapitalizzazione, necessaria dopo aver eliminato tutte le perdite e i disallineamenti dal 1999 ad oggi per un totale di circa 69 milioni di euro. Un grande risultato raggiunto grazie al lavoro dell’amministratore Unico Cimino in sinergia con l’amministrazione comunale, i sindacati e con la collaborazione dei lavoratori. Mi dispiace che alcuni colleghi dell’opposizione, pur di fare opposizione non riescano ad apprezzare gli sforzi ed a vedere il cambiamento. In questo momento è importante che tutti i gruppi politici, al di là delle appartenenze, condividano un unico percorso per il bene delle partecipate, della città e a tutela dei livelli occupazionali”.


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Commenti

    Orlando con soldi dei cittadini Gioele ricapitalizzare Amat e fino a qui ci può stare mi domando come è perché ci si affida a gente tipo Cimino per dirigere aziende di importanza strategica per la città!dove ha avuto esperienze il suddetto?in quale Spa azienda padronale o multinazionale ha avuto pari incarico raggiungendo brillanti risultati tali da consentirgli di ricoprire un ruolo così importante in Amat?ecco ci sono cose che non capirò mai non mi sembra che nel suo curriculum ci siano aziende risanate o comunque risultati brillanti tali da giustificare un incarico così importante!spero che prima o poi Orlando dopo il famoso cerchio magico di palazzo delle aquile con la dinasty Giambrone dia spiegazioni anche su questo incarico.ribadisco sono un manager da anni purtroppo disoccupato e nonostante direi con molta modestia un curriculum discreto a me non capita mai di essere chiamato dal signor Orlando ma rimango fiducioso

    L’Amministratore ed il manager sono due figure e ruoli diversi. Del resto per fare l’Amministratore non si vince un concorso. E’ un incarico di governo di tipo fiduciario. Piaccia o non piaccia

    Fino a quando le ex municipalizzate saranno ancora amministrate dalla politica, cioè, io ti metto a presidente, tu fai ciò che dico io, non potranno mai funzionare, anzi saranno solo serbatoi di voti (forse).
    Le aziende vanno gestite con criteri manageriali, da tecnici preparati nel settore, non importa se costano qualcosa in più, la spesa si recupera ampiamente con i risultati, ma soprattutto il manager non deve essere permeato dalla politica, deve fare il suo lavoro senza interferenze, poi sarà giudicato dai risultati, e se non va bene si cambia.

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