Palermo, è di nuovo emergenza rifiuti: cassonetti pieni e incendi FOTO -

Palermo, è di nuovo emergenza rifiuti: cassonetti pieni e incendi FOTO

Commenti

    DI NUOVO EMERGENZA RIFIUTI???? E SEMPRE STATA WE SEMPRE SARA EMERGENZA RIFIUTI, MA IL SINDACO ROBERTO LAGALLA ( sindaco della monnezza) CHE NON SA GOVERNARE NEANCHE LUI HA AUMENTATO LA TARI E SI E AUMENTATO LO STIPENDIO UNITAMENTE AD UN AMMINISTRAZIONE INCAPACE E COME TUTTE LE PRECEDENTI INEFFICIENTE . SI ABBIA IL CORAGGIO DI DIRLO APERTAMENTE .MAI PIU VOTO

    Adesso basta,il sindaco,come aveva promesso dovrebbe azzerare il cda della Rap,il primo a saltare deve essere il presidente. Non si possono tenere persone che non sanno svolgere il loro lavoro. Anzi,se venisse privatizzata,tutti saremmo più contenti!!!!!!!!!

    Carenza di mezzi? Poco personale? E intanto aumenta la TARI (ed il suo stipendio!!). Pagliaccio!

    Zona Cardillo Tommaso Natale raccolta interrotta da più di 10 giorni!

    La rap va chiusa. Lagalla a casa. Credo che tutti i cittadini devono astenersi dal pagare la tari ed in genere le tasse comunali visto che a palermo non funziona proprio niente. Alla faccia della informatizzazione che avrebbe dovuto accelerare il disbrigo pratiche.

    Per Schifani siamo invisibili, per loro è utile cercare consensi politici in vista delle elezioni, non importa in che modo. E intanto le nequizie non si prendono in tutta la Sicilia.

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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