Palermo, incredibile su Tik Tok: "Tre anni per la residenza" VIDEO -

Palermo, incredibile su Tik Tok: “Tre anni per la residenza” VIDEO

Commenti

    Beh, io ho impiegato 6 mesi. Per di più sono semplicemente tornato a casa di mia madre, dove sono stato residente per 13 anni. E hanno pure voluto l’atto di acquisto dell’immobile dove mia madre risiede dal 1978 e sul quale paga regolarmente la tassa sulla spazzature che il medesimo Comune di Palermo le recapita annualmente. Ovvero: o il Comune di Palermo chiede le tasse a un’abusiva, e mi chiedo a che titolo, oppure detto comune non sa nemmeno dove abitano i suoi cittadini. Terza ipotesi: gli impiegati si siddiano a fare il benchè minimo controllo, e scaricano tutti gli oneri burocratici sul cittadino (e senza alcuna verifica). Persino i vigili sono venuti 4 mesi dopo. Rivotate Orlando, mi raccomando

    In viale Lazio l’unica cosa di cui ho desiderio è quello di scaricargli dentro kili di letame fresco

    ed il nostro amato e capace sindaco, si fa fotografare al matrimonio dei reali di borbone. complimenti

    Eppure Palermo è cambiata, è città dell’accoglienza, piena di cittadini onorari e di cultura. Sarà una bufala, l’ufficio anagrafe probabilmente funziona benissimo.

    Da un comune che permette lo scempio del cimitero dei Rotoli cosa vi aspettate ?

    Infatti, che vergogna!

    Il cambio di residenza nella stessa città si può chiedere via e-mail, e da quando ricevono devono protocollarla e comunicarla al cittadino; dopo tre giorni la residenza è attiva, è il comune che entro 40 giorni deve comunicare la mancanza di documentazione per integrarla o comunicare i motivi eventuali ostativi alla richiesta; a a me è capitato che l’hanno ricevuta e letta, ma non l’hanno protocollata; ho chiesto come mai non mi avevano comunicato il nr. di protocollo, e mi è stato risposto che l’avrebbero fatto in ordine d’arrivo, ignorando che la legge sulla residenza dice tutt’altro; dopo sei mesi ancora la residenza non è cambiata, ma per me, e la norma specifica, il cambio è avvenuto dopo tre giorni dalla lettura dell’e-mail; nel giorno in cui tale situazione mi causerebbe danni e disagi, passerò l’incarico ad un avvocato.

    Efacile prendersela con gli impiegati, ma sicuramente non sapete che gli uffici anagrafe sono vuoti dopo l’andata in pensione x la quota 100 e per quelli andati x raggiunti limiti di età e non si parla di sostituirli, tutto il lavoro accumulato anche per le norme covid chi lo deve espletare? Al Sindaco e soci non gli interessa proprio, ora prima delle elezioni si faranno sentire solo x accelerare le pratiche di residenza di extracomunitari che porterà loro voti

    E il bello è che gli hanno dato gli aumenti. Dovrebbero licenziarli tutti e fargli capire la parola “lavoro”

    Questo ignorante pure fuma in orario di lavoro e in ufficio!

    La pacchi sta per finire,da giorno 16 ottobre tutti al lavoro!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    Intanto il signor che fuma in ufficio deve essere sanzionato……

    Tre anni….passa passa..

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Ma allora? Secondo quanto viene ricostruito in questa intervista da Margherita La Rocca Ruvolo, il caso scandaloso di Trapani che ha indignato tutta l'Italia non era una responsabilità di Croce che, invece, avrebbe avvisato per tempo il Dipartimento di Iacolino. Solo che l'ex D.G. dell'Asp di Trapani è stato massacrato sia mediaticamente che politicamente sino alle dimissioni. Questo giovane manager, se le cose stanno così, andrebbe riabilitato.

non passa un giorno senza che emerga un nuovo episodio di corruzione che investa l'apparato amministrativo della regione. Al "supermanager" delle sanità della provincia di Messina vengono trovati in casa 90.000 euro in contanti ( di cui probabilmente proverà la natura lecita, quantunque sia pure lecito congetturare che non sia cosa normale tenere tanto denaro a casa in contante ) e si apprende pure che, quantunque "super" e nativo di Favara ( comune di 30.000 abitanti in cui si ognuno sa tutto di tutti ), sconoscesse la pericolosità sociale del compaesano Carmelo Vetro, condannato per mafia a pesanti pene detentive già scontate. Ignorava pure della vicenda del padre di Vetro, condannato all'ergastolo sempre per fatti di mafia e morto mentre era in stato di detenzione. Altra storia grottesca quella di un alto dirigente, sotto processo con accuse di corruzione, ma mantenuto in servizio con incarichi tecnici di grande importanza e ampi spazi decisionali, sollecitato poi dai Dirigenti Generali - che è dato presumere siano gli unici a non avere mai avuto notizia dei capi di imputazione che pendevano su questo indispensabile dirigente/tecnico - a restare in servizio per altri 5 anni, oltre il raggiunto limite dell'età pensionabile. Lo spaccato che viene fuori dell'amministrazione regionale è sconcertante. Sembra che il garantismo sia funzionale al malaffare, praticato in forma ipocrita e che investa la responsabilità morale di tutti: Maggioranza, opposizione, giunta di Governo etc. etc. Anche trattando della Commissione Antimafia, stupisce che la vice presidente ( non indagata ma chiamata in causa per la vicenda Iervolino/Vetro ) si tiri fuori indignata, minacciando querelle, asserendo di non conoscere il sig. Carmelo Vetro, cosa di cui nessuno dubita. Si dubita invece sulla opportunità di nominare componenti della Commissione figure politiche che ignorano nomi e famiglie che hanno fatto la storia della mafia in Sicilia e i sigg. Vetro fanno parte di queste. Se si vuole infatti che la Commissione Antimafia costituisca un contrasto concreto a questo irrisolto fenomeno, le nomine non devono essere attribuite a titolo onorifico ai fini di dare maggiore visibilità politica a chi poi, casualmente, finisce con avere rapporti con questi personaggi, sia pure in via indiretta ed in buonafede. In definitiva, da tutto ciò che è emerso negli ultimi mesi, sembra non esserci nessun argine a corruzione, malaffare, dabbenaggine ( nel migliore dei casi ), pelosa compiacenza e assoluta mancanza di senso dell'etica.

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