Palermo, 'manicomio centrodestra': ma se ci fosse Lagalla...

Palermo, ‘manicomio centrodestra’: se ci fosse Lagalla…

Commenti

    Coeso, che per pensarlo ci voleva un certo sforzo, di più per dirlo perché a duck face, il centrodestra non è.
    Inutile allungare il sugo della speranza in un improbabile ricompattarsi telefonico. Ci sono i Fratelli, i Leghisti, i Forzisti: ciascuno per sé. E i “Piccoli Moderati” in attesa di imbucarsi tra i Fratelli o tra i Forzaleghisti. Che sarebbero l’ultima idea, in ordine di tempo e come ultima speranza per la conquista di una leadership politica alle elezioni, soprattutto alle generali dell’anno prossimo.
    Ma intanto è da noi che si vota. Ed è ormai guera, detta in romanesco per marcare la differenza da quella vera in Europa. Infatti, pare che Salvini si sia negato al Berlusconi telefonico sostenendo che i candidati si decidono in Sicilia. Exit strategy: se si mette male potrà sempre dire di non averli scelti lui. Le ostilità continuano.

    La responsabilità dell’esito delle Comunali a Palermo è tutta sulle spalle di Musumeci. E’ lui che avrebbe il dovere di rinviare più in avanti l’intesa sulla sua candidatura. Ciò non sarebbe ingenuo, ma sarebbe la conseguenza di uno stato di cose conosciuto: Di Musumeci sappiamo che, comunque, si candiderebbe alle presidenziali regionali e, nel peggiore dei casi, impedirebbe l’elezione di un competitore di centrodestra. Quest’ultimo scenario, da solo, già oggi è la garanzia della condivisione della sua candidatura da parte di tutto o quasi il cdx. Abbia, quindi, la maturità politica di non chiedere oggi – sconvolgendo gli equilibri per il voto sul sindaco di Palermo – ciò che potrà avere domani (o per condivisione o per paura del cdx di perdere la presidenza). Dia, Musumeci, un vero segnale di interesse verso i siciliani, a partire dai palermitani; e rinvii a dopo il suo personale problema-non problema.

    Se ci fosse Lagalla, senza leghisti, la vittoria sarebbe sicura senza ballottaggio

    Forza Italia deve mettere da parte miccchè e tornerà il sereno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Gli ultimi commenti su LiveSicilia

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI