Palermo, omicidi, faide, agguati falliti: mafia, nuovo pentito a Porta Nuova

Omicidi, faide, agguati falliti: nuovo pentito a Porta Nuova

Venti di guerra nel mandamento mafioso. Irrompono le parole del neo collaboratore
I VERBALI
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“Il Convento mi ha detto…”

Dunque c’è stato un momento in cui avrebbero comandato Di Giovanni e Incontrera. Quest’ultimo diceva che il consuocero, da lui chiamato “il Convento”, lo aveva voluto al suo fianco: “Il Convento mi ha chiamato a me... statti accanto a me mi fa dice prenditi ad uno a chi hai fiducia gli ho detto a Tony Lipari dice mettitelo accanto e lui mi vasò”. Di Giovanni aveva messo le cose in chiaro: “… si deve capire bene il padrone di questa macchina”. Tutti dovevano sapere che comandavano loro.

Il neo pentito e la droga

E furono loro che, infatti, presero in mano la situazione quando Matteo, Giovan Battista e Domenico Romano crivellarono di colpi Emanuele Burgio, alla Vucciria. Le nuove indagini inquadrano il delitto avvenuto un anno fa (guarda il video) nei contrasti per i traffici di droga. Una conferma è arrivata dal neo pentito Filippo Di Marco.

Si è autoaccusato di essere uomo della droga a Borgo Vecchio. La piazza dello spaccio sarebbe stata gestita da Leonardo Marino. Così come quella della Vucciria. Entrambe sotto il rigido controllo della mafia: “La droga può essere smerciata solo quella consegnata dai membri della famiglia mafiosa. In alcuni casi gli spacciatori hanno aggirato il divieto acquistando sia dai canali autorizzati sia, occultamente, sia da non autorizzati. C’è sempre uno scimunito che si vende qualcosa di nascosto… la sera se lo troviamo lo prendiamo a schiaffi, a cazzotti”.

Quando ammazzarono Burgio, figlio di un condannato per mafia, Filippo, Leonardo Marino è stato invitato da Incontrera e vendicare il delitto. In quel momento Filippo Burgio era in carcere. “Domani esce suo padre… suo padre a te viene da te per dirti ma che minchia hai aggiustato… hanno ammazzato a mio figlio“: così diceva Incontrera a Marino. Che replicava: “… mettiti nel motore con me che gli andiamo ad ammazzare pure i nipoti… io lo faccio mi vengono a morire i miei figli che io lo faccio”.

Agguato fallito, si inceppa la pistola

A Marino veniva contestata l’incapacità di fermare i Romano. Ed ecco un nuovo e inedito inquietante episodio. La sera del 1° novembre del 2020 le telecamere di sistemi di videosorveglianza piazzate a Borgo Vecchio hanno immortalato Domenico Romano che, pistola in pugno, insieme al figlio Giovan Battista e al fratello Matteo, rincorrevano a piedi un gruppo di ragazzi della Zisa. C’erano Salvatore Incontrera (figlio di Giuseppe) e Nicolò Di Michele. Sono vivi per miracolo, La pistola utilizzata da Domenico Romano si inceppò al momento di fare fuoco. Così raccontava Giuseppe Incontrera.

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