Palermo, spaccaossa nella stalla degli orrori: i nomi dei condannati

Palermo, spaccaossa nella stalla dell’orrore: condannati NOMI

L'impianto accusatorio regge. A Borgo Nuovo spezzavano braccia e gambe per frodare le assicurazioni
LA SENTENZA
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PALERMO – L’impianto accusatorio regge. Raffica di condanne in appello per i componenti di una delle banda di spaccaossa scoperte negli ultimi anni a Palermo.

Reina e i Cintura

Salvatore Andrea Cintura

Al civico 74 di via Leonardo da Vinci, sede dell’agenzia di disbrigo pratiche Ellerre di Luca Reina, si occupavano di gestire le pratiche burocratiche, di seguire la parte amministrativa ed economica dei finti incidenti. Il lavoro sporco, a cominciare dal reclutamento delle persone disposte a farsi spezzare gambe e braccia, sarebbe stato di competenza di Salvatore Andrea Cintura. Nella sua agenzia di scommesse di via Pietro Scaglione transitavano persone disperate e dunque facili prede. Per entrambi la pena in appello è più pesante del primo grado.

Luca Reina

L’inchiesta dai carabinieri del Nucleo investigativo di Monreale, coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis e dai sostituti Giulia Beux e Giacomo Brandini, due anni e mezzo fa fece emergere uno spaccato desolante.

Le intercettazioni

“Mi stressano, tutta la famiglia Cintura mi chiama, Salvo, Domenico, Marcello… mi stressano proprio…”, diceva Antonino Buscemi che reclutava la gente disposta farsi spezzare le ossa. Tanto lavoro, tanti soldi: “…niente ora hanno per ora a uno… che gli hanno rotto, piede, femore e polso ed è una pratica da duecentomila euro e siccome era scappato questo, si era andato a chiudere al manicomio, perché era impazzito… no già è operato e finito, hai capito? Aspettano solo che entrano i soldi, siccome sono duecentomila euro, si spaventano che scappa. Capito? E lo fanno dormire la e gli danno a bere, a mangiare… centomila, però sono tre i soci, trentamila l’uno…”.

LA STALLA DEGLI ORRORI GUARDA LE FOTO

Si davano appuntamento alla “stalla”, un locale sudicio che si trova in via Mango, rione Borgo Nuovo, accanto a una villa seicentesca. Era la stalla degli orrori, una delle basi operative della banda, dove venivano spezzate le ossa alle vittime-complici dei falsi incidenti a colpi di mazza o grosse pietre. Così Domenico Cintura spiegava a un parente “… siamo andati a fare… a rompere a uno… lo abbiamo rotto alla stalla”.

L’elenco dei condannati

Ecco le pene inflitte dalla Corte di appello, presieduta da Vittorio Anania, su richiesta del sostituto procuratore generale Giuseppe Fici.

Salvatore Andrea Cintura 13 anni e 2 mesi, Luca Reina 13 anni e 2 mesi, Alessio Cappello 5 anni e 8 mesi, Domenico Cintura 6 anni, Antonino Buscemi 5 anni e 8 mesi, Giuseppe Orfeo 5 anni e 8 mesi, Giuseppe Cintura 3 anni e 2 mesi, Giovanni Viviano 4 anni, Giuseppe Monti 3 anni e 2 mesi, Cristofaro Vincenzo Renna 3 anni, Francesco Tosco 1 anno, Salvatore Chiodo 1 anno e 3 mesi, Cristian Neri 1 anno e 10 mesi, Francesco Mutolo 1 anno e 4 mesi, Giovanni Armanno 1 anno e 6 mesi, Salvatore Fasullo 2 anni, 10 mesi e 20 giorni, Francesco Dragotto 1 anno, Franco Arnone 9 mesi e 20 giorni.

Assolti Giuseppe Gallo, (difeso dall’avvocato Dario Gallo) e Angelo Lo Pinto. Confermate tutte le altre condanne emesse in primo grado: Alessandro Bova 4 anni e 8 mesi, Vito Virzì 3 anni, Manlio Lo Piccolo 10 mesi, Concetta Di Carlo 8 mesi, Silvestro Lo Sasso 2 anni e 10 mesi, Letterio Maranzano 1 anno e 4 mesi, Giuseppe Bondini 10 mesi, Cristian Neri 2 anni, Domenico Celesia, Davide Giammona e Giovanni Calì 10 mesi ciascuno, Leonarda Amato e Rita Arceri 1 anno a testa, Davide Mendola 1 anno e 20 giorni, Giovanni Zinna 1 anno.


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