Partanna, non c'era il salvavita| "Manca nel 50% delle case" - Live Sicilia

Partanna, non c’era il salvavita| “Manca nel 50% delle case”

Secondo la perizia della Procura l'appartamento in cui sono morte Giovanna Pecorella, 25 anni e la piccola Rebecca non sarebbe stato fornito di un impianto a norma. Il presidente degli Elettricisti, Federico Zito: "Cento euro possono salvare la vita". Intanto lunedì si celebreranno le esequie delle due vittime presso la chiesa di Santa Maria degli Angeli.

il parere dell'esperto
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PALERMO – L’interruttore differenziale, comunemente conosciuto come “salvavita”, avrebbe potuto  evitare la tragedia. La perizia disposta dalla Procura dopo la morte di Giovanna Pecorella, 25 anni, e la sua bimba di un anno e mezzo, conferma l’assenza dell’impianto di sicurezza nell’appartamento al civico 10 di via Dionisio: si sarebbe dunque verificato una dispersione di corrente che avrebbe folgorato sia la mamma che la piccola. Nessuna bruciatura sui loro corpi, ma come ha spiegato il professore Paolo Procaccianti che ieri ha effettuato l’autopsia, una scarica elettrica può non lasciare segni sulla pelle. A confermare quanto rilevato dalla perizia, saranno quindi gli esami tossicologici ed istologici, i cui risultati si conosceranno entro sessanta giorni.

Ma cosa potrebbe essere successo in quel bagno della morte? E’ certo che un filo della caldaia fosse fuori e che nella vasca si trovasse dell’acqua: un binomio pericolosissimo all’interno di un ambiente in cui non è presente un impianto elettrico che garantisce sicurezza. A sottolinearlo è il presidente degli Elettricisti di Confartigianato Palermo, Federico Zito, che stila un bilancio preoccupante sulla quantità di salvavita presenti nelle abitazioni palermitane:

“Almeno il cinquanta per cento delle case ne è sprovvisto e c’è ancora chi non sa nemmeno cosa sia. Da anni siamo impegnati in campagne di sensibilizzazione per far capire alla gente che una piccola spesa può evitare episodi terribili, ma i risultati sono scorraggianti. Il primo responsabile dell’impianto è in assoluto il padrone di casa, esorto quindi chi dà in locazione un proprio appartamento, di effettuare tutti i lavori necessari prima di affidarlo agli inquilini, i quali hanno diritto all’impianto a norma nel caso fosse obsoleto.

Nel caso di Partanna, l’assenza del salvavita – continua Zito – non avrebbe permesso la rilevazione dell’eventuale scarica: l’apparecchio interviene infatti quando la quantità di corrente in uscita è differente da quella in entrata, tamponando la dispersione.  I corpi stessi delle vittime avrebbero quindi fatto da “dispersore”, assorbendo una quantità di corrente fatale. L’installazione dell’apparecchio comporta una spesa minima – precisa – si tratta di ottanta, al massimo cento euro che possono salvare la vita”.

Nel frattempo, nella borgata di Partanna tutto è fermo. I vicini, gli amici, i parenti di Alessandro, Giovanna e Rebecca, hanno atteso con ansia i risultati di un’autopsia che non ha sciolto del tutto i dubbi. Adesso la comunità è in preghiera. Anche l’associazione Magirosa di via Saline a Valdesi, si è unita al lutto del quartiere, annullando la sfilata di Carnevale, i giochi ed i balli previsti in uno spettacolo organizzato al posteggio di via Saline per domani. I funerali, invece, saranno celebrati lunedì nella chiesa di Santa Maria degli Angeli del quartiere.


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Commenti

    Ma le istituzioni dove sono??il sindaco si muove solo in caso di “emergenza”lí perché ci possono essere i fondi tutto gira attorno ai fondi !!Merde le morti di via bagolino sono diverse da queste ?Vergogna

    Per molti è sufficiente che accenda la lampadina…
    Sono contenti così. Hanno risparmiato…

    Se poi l’impianto non è a norma….ovvero è sprovvisto di progetto…(quando obbligatorio), non importa a nessuno. Finchè…accadono tragedie come questa…

    Ci sono tanti proprietari di case che affittano case che non sono buone neanche per gli animali pur di specularci…guardate i prezzi delle case in affitto nella zona e vedete cosa offre il mercato, prezzi alle stelle e case a dir poco schifose…seminterrati a 650 euro, 40mq a 500 euro, è uno schifo!!! per una casa normale ci vogliono 700 euro oggi e per giunta il paese si allaga,non è che chissà cosa c’è di bello. Le persone che non hanno una casa si devono accontentare di quello che c’è in base alla richiesta mensile.E a quanto guadagnano mensilmente.
    Cmq mi sembra assurdo che quella casa non aveva il salvavita …sono tra le case più belle che danno in affitto a partanna e pure salate.
    Forse questa famiglia pagava un affitto caro e ci sono rimasti solo i morti. Povera bimba

    ” Il problema del salva vita in ogni appartamento è necessario , in quanto se ci fosse stato, non sarebbe successo questa tragedia. Poi cè da dire che sono decenni che a Partanna mondello, le strade si allagano non appena piove, come per es. in via polibio, via santocanale via esperia ecc… a causa di una mancata rete fognaria decente che non permetta di allagarsi visto che tutta l’acqua che scende dalle vie limitrofe va a depositarsi in quelle strade.
    Sono anche decenni che la gente denuncia il problema, all’amministrazione comunale, visto che esistono anche pali della luce, ma fino adesso la strada continua ad allagarsi entrando persino negli androni delle case… Purtroppo ancora ad oggi, il comune, non ha risolto l’annoso problema, mentre le strade continuano ad allagarsi comportando magari anche un rischio di possibile dispersione, visto che ci sono dei pali della luce. Tra l’altro in quella via esiste anche una scuola elementare dove vanno tanti bambini…”

    Chiedo a chi è competente:
    basta il salvavita soltanto?
    io l’ho a casa ma non capisco se funziona anche la presa di terra..
    che andremme ben mantenuta…
    qualcuno può spiegarci meglio come stanno le cose

    Profondo cordoglio per la tragedia che ha colpito le famiglie interessate

    Il salvavita per definizione ti mette al riparo da tanti guai, ma da solo non è sufficiente. Occorre che l’ intero impianto sia a norma. Se hai dubbi ti consiglio di chiamare un ingegnere elettrico o una ditta abilitata ai sensi del DM 37/08.

    @Vergogna,vergognati tu,che cazzo deve fare il sindaco,visitare tutte le case di Palermo per vedere se ci sono anomalie?esiste una normativa al riguardo,che fa obbligo a tutti i proprietari di case ad apportare le normali modifiche per scongiurare simili sciagure,ma la sciagura è solo una l’ignavia di chi per una misera spesa mette a repentaglio la vita altrui.Dopo la perizia tecnica si saprà di chi è la colpa se del sindaco o del proprietario dell’appartamento.

    Per assicurare la protezione dai contatti diretti ed indiretti l’impianto deve essere munito di salvavita e di impianto di terra (il solo salvavita non basta) funzionanti ed adatti all’uso (esistono tanti tipi di salvavita, in funzione del locale dove devono essere installati: per gli appartamenti devono avere una corrente di intervento di 0,03 A). Puoi verificare il corretto funzionamento del salvavita da te stesso tramite il pulsante di test ivi presente; invece, per capire se l’impianto di terra è funzionante ti devi rivolgere necessariamente ad un installatore qualificato, che provvederà a “misurare la terra”. Ricorda: la manutenzione e la verifica periodica del funzionamento sono fondamentali!

    Ragazzi affaccaitevi dalla finestra, sta piovendo!!! E’ COLPA DEL SINDACO!!!

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