Pd, tutti i nodi da sciogliere | I gazebo non servono più - Live Sicilia

Pd, tutti i nodi da sciogliere | I gazebo non servono più

Faraone sarà segretario. Ma restano i dubbi sul regolamento. Oggi la commissione regionale.

Il congresso dem
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PALERMO – E adesso? Che succede nel Pd siciliano a pezzi? Davide Faraone è già segretario? Le primarie si fanno o no? Come si eleggono i membri dell’assemblea del partito? Tante le domande a cui rispondere dopo l’uscita di scena di Teresa Piccione. La candidata zingarettiana si è ritirata dalla corsa contestando una serie di decisioni assunte dagli organismi del partito che avrebbero a suo avviso compromesso la libertà e la regolarità delle primarie, trasformandole nell’atto costitutivo del “partito di Renzi”. I cui seguaci a loro volta contestano Piccione e i suoi sponsor, tra cui Giuseppe Lupo, la cui poltrona di capogruppo è nel mirino di Sammartino e compagnia. In mezzo a questo caos totale, con fratture che si riproducono anche a livello territoriale, il partito dei separati in casa deve adesso completare alcuni passaggi formali.

Non essendo più in corsa Piccione, c’è un solo candidato alla segreteria regionale, Davide Faraone. E il regolamento congressuale votato in direzione dice che in questo caso le primarie non si fanno. E aggiunge che in questo caso lo stesso regolamento preveda il da farsi. Solo che parrebbe, a sentire un po’ di dirigenti dem, che questa previsione sul da farsi manchi. C’è anche il problema dell’assemblea. Una parte la si sarebbe dovuta eleggere alle primarie, in base alle liste collegate ai due sfidanti. Ma senza la sfidante Piccione, che fine fanno le sue liste? Decadono, verosimilmente. E allora restano solo le liste di Faraone, che si prenderebbe tutto il 60 per cento dei delegati che si eleggono alle primarie. Ma è proprio così? Su questo fronte si potrebbe aprire l’ennesimo scontro sulle regole. La commissione regionale del congresso si riunirà nel pomeriggio per assumere le decisioni del caso. Non ci sarà Lillo Speziale, che si è dimesso in aperta polemica con Raciti, che presiede l’organismo, e con le decisioni assunte anche dalla commissione nazionale di garanzia a maggioranza renziana.

Ma primarie o non primarie, Davide Faraone diventerà in ogni caso segretario di un partito imploso, leader riconosciuto solo dai suoi. La convivenza dei dem siculi sotto un unico tetto, dopo lo scontro di queste settimane, appare veramente difficile. E il futuro del partito quanto mai incerto.


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