Piantedosi, Colosimo, Conte e Schlein: lotta alla mafia e politica

Piantedosi, Colosimo, Conte e Schlein: memoria, lotta alla mafia e politica

strage di Capaci
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Le commemorazioni per le vittime della strage di Capaci
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2 min di lettura

PALERMO – La presenza dei politici per commemorare i caduti nella strage di Capaci inizia al mattino. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, assieme al capo della polizia Vittorio Pisani e la presidente della commissione antimafia Chiara Colosimo hanno deposto corone di alloro sulla stele nel luogo dell’esplosione.

I cronisti rivolgono a Colosimo una domanda sulla presenza alla commemorazione a Palazzo Jung, a Palermo, di Gaetano Galvagno, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, suo collega di partito in Fratelli d’Italia, indagato per corruzione: “Non sono io a fare gli inviti, però io non ho fatto nemmeno eventi con il presidente Galvagno”.

Quindi si sposta a palazzo Jung dove Colosimo arriva a braccetto con Lucia Borsellino, figlia del giudice Paolo, e Maria Falcone, sorella del giudice Giovanni. Un segno di unità e collaborazione sulle due relazioni che l’antimafia porta avanti da anni sulle due stragi.

“Il lavoro della Commissione è a buon punto sulla strage Borsellino – spiega Colosimo – Oggi sono tre anni che presiedo la Commissione antimafia e sono tre anni che mi occupo dei 57 giorni che dividono la strage di Capaci da quella di via D’Amelio. E’ stato un lavoro importante sia per i tempi che per tutto quello che ne è uscito – continua la presidente dell’antimafia – Alcuni passaggi sono stati dolorosi e decisamente sgradevoli. Ma il fatto che i figli del giudice Paolo Borsellino sostengano il lavoro della Commissione antimafia è per me uno sprone maggiore per chiudere il prima possibile la relazione su questa strage”.

A Palermo è arrivato anche Giuseppe Conte: “Noi non faremo mai patti con la mafia, non li abbiamo mai fatti. La mafia non si combatte a chiacchiere ma con i fatti. Abbiamo fatto lo spazzacorotti quando siamo andati al governo, perché riteniamo che le norme sulla corruzione, per quanto possano riguardare la classe politica imprenditoriale e i colletti bianchi, sono assolutamente importanti e funzionali per combattere la mafia”, dice il presidente del M5S davanti al tribunale di Palermo.

“Non voglio inseguire prese di distanza dettate da motivi occasionali”, spiega quando gli si chiede di commentare le dichiarazioni di Colosimo su Galvagno.

Al corteo anche la segretaria del Pd, Elly Schlein: “Oggi è il giorno del ricordo della strage in cui sono stati uccisi Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Rocco di Cillo, Vito Schifani e Antonio Montinaro nomi che non non possiamo mai dimenticare, uomini dello Stato che hanno servito il paese con disciplina e onore. Non dobbiamo ricordare soltanto la strage, ma anche e, soprattutto, onorare la loro vita che ancora oggi è di esempio nel contrasto alla criminalità. La mafia si combatte anche sostenendo il lavoro di magistrati e forze dell’ordine e con la cultura, con i servizi sociali e con l’aiuto alle vittime del racket”.

Un pensiero anche ai commercianti che hanno subito intimidazioni nei gironi scorsi: “Eravamo poco fa a Sferracavallo da commercianti che nell’ultimo periodo hanno subito intimidazioni mafiose. Le istituzioni non devono lasciarli soli”.


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