"Il picco di contagi? Falso problema| La strategia funziona, avanti così"

“Il picco di contagi? Falso problema| La strategia funziona, avanti così”

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Il punto con Cristoforo Pomara, ordinario di Medicina legale, e membro del comitato scientifico

PALERMO – Cristoforo Pomara, ordinario di Medicina legale all’Università di Catania, fa parte del Comitato scientifico istituito dal governatore Nello Musumeci e dall’assessore alla Salute Ruggero Razza e con il Comitato ha lavorato al piano per le “strutture sanitarie alberghiere”. Gli hotel diventato luoghi dove ospitare paucisintomatici e pazienti dimessi dagli ospedali che hanno ancora bisogno di essere seguiti e potenzialmente anche per i sospetti da tenere in isolamento (leggi l’articolo sul San Paolo Palace di Palermo).

Un’idea importante nella strategia di contrasto al Coronavirus?
“Non è stata una mia idea, lo prevede l’Organizzazione mondiale della sanità e come Comitato tecnico scientifico la abbiamo fatta nostra. Altrove si usano altri edifici, noi in Sicilia abbiamo delle ottime strutture alberghiere che possono tornare utili in caso di emergenza come quella che stiamo affrontando”.

A che punto è il piano, al San Paolo Palace di Palermo, sono arrivati i primi ospiti. E altrove?
“Non le posso dire nulla per ragioni di riservatezza e di privacy, ma le garantisco che si sta garantendo una struttura potenzialmente pronta per ogni provincia”.

Qual è l’importanza?
“Direi decisiva. Le faccio un esempio concreto: a Palermo, all’inizio dell’emergenza, risultarono positivi al test 15 turisti bergamaschi. Sa quante persone hanno contagiato a loro volta? Nessuna, perché sono rimasti isolati in albergo e assistiti. È stata una strategia vincente. Non dobbiamo fare altro che replicare quel modello, ora e in futuro”.

Ci si prepara per il futuro?
“Dobbiamo farlo, sia perché non conosciamo l’evolversi del Coronavirus, sia qualora dovessero presentarsi altre pandemie. Testare una macchina che funziona oggi, significa sapere cosa fare in caso di future e imprevedibili emergenze. Pazienti e loro familiari e sanitari devono restare al centro di tutto”.

E la tecnologia?
“La medicina ha abdicato in questi anni troppo spesso al suo ruolo clinico in favore della tecnologia. Prendiamo la questione dei tamponi, se non ce ne sono disponibili che si fa? Mantenere un soggetto sospetto in una struttura sanitaria alberghiera per 18, 21 giorni, in stanze singole, arredate con bagni privati, dotate di finestre e ricambi d’aria e monitorati da personale sanitario qualificato, in assenza di comparsa di alcuna sintomatologia e in buona salute ci consente di dedurre assenza di infezione, con elevate probabilità logiche e scientifiche, al di là del tampone. Questo perché il medico ha seguito e osservato il suo percorso clinico e l’infezione ha fatto il suo naturale decorso”.

Da giorni si parla del picco dei contagi che starebbe per verificarsi in Sicilia. È così?
“Il problema non è il picco. Anzi, è un falso problema. Il problema è gestire l’andamento dell’infezione e dell’ospedalizzazione con tutte le strategie e i mezzi disponibili per prevedere, evitare e in caso affrontare il picco. Attualmente i dati ci dicono che in Sicilia si sta gestendo bene tanto l’infezione quanto l’ospedalizzazione e il potenziamento della rete ospedaliera. Abbiamo avuto dei cluster epidemici, subito spenti, il numero dei contagiati non ha mai creato una saturazione dei reparti di terapia intensiva e rianimazione e neanche dei reparti ospedalieri. Mi auguro che non ci sia alcun picco, e comunque se ne potrà discutere quando ci sarà una chiara stabilizzazione della discesa dei contagi e dei ricoveri per capire se e quando si è verificato. Solo allora si potrà parlare di una strategia fatta con grande sacrificio della popolazione siciliana nel mantenere l’isolamento a domicilio e il distanziamento sociale e della macchina sanitaria che hanno dimostrato che la stessa strategia era vincente”.

Sono trascorsi tanti giorni dal rientro di 45 mila siciliani dal Nord e mi pare che non abbiano contribuito a peggiorare le cose
“Ha ragione, i numeri non mentono al di là dei tamponi. Il picco non c’è stato o ripeto se c’è stato è stato gestito: ad oggi questa è una evidenza”.

Cosa si sente di dire ai siciliani in un momento di emergenza e paura?
“Che devono fare attenzione e continuate a rispettare i divieti, l’isolamento e il distanziamento ma mi sento di rassicurarli perché, lo ripeto, i loro sacrifici, l’operato della sanità regionale, la strategia di potenziamento dei posti ospedalieri e alberghieri posta in essere dalla Regione, stanno dando tutti risultati positivi: andiamo avanti così e potremo sperare in una estate fatta anche di sole e di mare”.


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