Catania, Pnrr e questione minorile: il Prefetto convoca tutti VIDEO

Pnrr e questione minorile: il Prefetto convoca tutti VIDEO

Protocollo d'intesa firmato - stamane - al Palazzo di Giustizia: "Entriamo nei quartieri, serve il coinvolgimento di ognuno".

CATANIA. Non è soltanto una questione di criminalità organizzata. Ma anche di sofferenza all’interno delle famiglie. Quello della “questione minorile” è argomento inevitabilmente centrale nella fase storica che Catania e la sua provincia (o, se preferite, Città metropolitana) stanno attraversando.

Le parole del Presidente del Tribunale per minorenni, Roberto Di Bella, rilasciate a LiveSicilia appena lo scorso lunedì, riecheggiano ancora. Sono state un tuono poderoso nel voce bassa tenuta in questi ultimi mesi sulla questione. Del resto, i numeri da primato (negativo) sulla dispersione scolastica nel nostro territorio fanno schiumare rabbia.

Questa mattina al Palazzo di Giustizia (a fare gli onori di casa alla presenza dei rappresentati di Carabinieri, Polizia e Finanza, c’era il presidente della Corte D’Appello Filippo Pennisi e con lui il Commissario Federico Portoghese) la sottoscrizione di un protocollo d’intesa (anche se, in verità, sarebbero due) che prova ad aggredire la questione. Non è più tempo di pannicelli caldi: occorre prendere consapevolezza che il non affrontare a tutti i piani e a tutti i livelli la questione minorile, rischia di generare una situazione irrecuperabile. E non è detto che già non lo sia. 

“Si tratta di una questione che non vale solo per il Tribunale per i minorenni, sarebbe un errore pensarlo – spiega il Prefetto Maria Carmela Librizzi – C’è una questione che parte dai quartieri nei quali serve concentrare le forze per compensare le fragilità del territorio. E ci vuole un coinvolgimento di tutti. Ci vuole un coinvolgimento della società civile”. 

Nello specifico, le firme messe nero su bianco stamane sono quelle apposte protocollo che, di fatto, costituisce una “Equipe multidisciplinare” a disposizione dell’autorità giudiziaria minorile e ordinaria. Indirizzata anche a chi ha subito violenze sessuali. Psicologi, neurologi e personale che l’Asp (presente oggi con il suo Direttore Maurizio Lanza) ha messo a disposizione dell’iniziativa.

A margine va anche detto dell’altra iniziativa alla quale il Prefetto ha fatto capire di tenere con altrettanta determinazione. Ed è quella della simulazione di un processo allestito per avere come protagonisti i ragazzi. “E’ un modo per ragionare e far comprendere quanto importanti siano le regole”, ha spiegato.

In ultimo, va detto anche del passaggio fatto con l’Università di Catania per intervenire proprio sulla rigenerazione urbana dei quartieri. Ma in questo contesto interverrebbe anche la possibilità di accedere ai fondi del Pnrr. Un’altra partita? Non proprio. Semmai, lasciateci avanzare una punta di scetticismo: in un contesto in cui conta far soldi, quello dell’aspetto sociale rischia di divenire l’aspetto da cancellare a tutti i costi. Alle istituzioni il compito di non permetterlo.


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