Poltrone eterne, storie infinite | Ecco gli intramontabili di Sicilia - Live Sicilia

Poltrone eterne, storie infinite | Ecco gli intramontabili di Sicilia

Politici, burocrati, potenti dell'economia e della cultura da trent'anni (e più) sempre in sella.

Le storie
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PALERMO – Non è più una poltrona, ma una sediolina. È tutta lì la metamorfosi di uno degli intramontabili di Sicilia. Mirello Crisafulli si è piazzato al centro dello stand della sua università rumena, l’ultima invenzione di un politico che per anni ha rappresentato il vecchio e il nuovo della Sicilia. Mirello c’è, insomma. In un modo o nell’altro. E la sua storia è quella di un sempreverde che ha recentemente avuto a che fare con i semafori rossi. Quelli del suo Pd contro la candidatura alle politiche e quelle del Miur nei confronti della Fondazione Proserpina e del suo ateneo di Enna.

Una storia politica, quella di Crisafulli, iniziata ufficialmente nel 1985, quando fu eletto consigliere della Provincia di Enna nelle file del Partito comunista. Quindi ecco quindici anni all’Ars tra il 1991 e il 2006. In mezzo anche la carica di assessore regionale alla presidenza nel primo e nel secondo governo Capodicasa. Nel 2006 arriva le elezione a Montecitorio, e nel 2008 quella a Palazzo Madama. Nel 2013, poi partecipa alla primarie del Pd, risultando tra quelli in lizza per un posto utile in Parlamento. Ma il partito lo considererà un “impresentabile”, estromettendolo. È il primo stop, al quale seguirà il fallito tentativo di farsi eleggere sindaco di Enna, nonostante debba presentarsi con un simbolo “contraffatto” del Pd (Ed-Enna Democratica). Dopo questa sconfitta, ecco l’invenzione: l’università di medicina rumena nella sua città. E il palchetto alla festa di quel partito che lo depennò dalle liste. Dalle poltrone alla sediolina, ma dopo 31 anni Mirello è sempre lì.

Dove troverà un vecchio compagno. Antonello Cracolici non solo ha resistito alle ventate rottamatorie del suo partito, ma ha pure rilanciato: oggi è assessore del governo Crocetta. Un incarico giunto dopo anni di militanza che fanno dell’ex capogruppo Pd quello che si dice un “politico di professione”. Lui stesso nel suo profilo rinvenibile sul sito ufficiale del Pd rivendica il proprio impegno iniziato all’età di 18 anni come consigliere di circoscrizione a Pallavicino. Nel 1993 è invece consigliere comunale a Palermo: uscirà da Sala delle Lapidi solo nel 2000. In quegli anni anche l’incarico di assessore della giunta Orlando. Col nuovo secolo inizia la nuova avventura da deputato all’Ars: prima elezione nel 2001, Cracolici, quindici anni dopo è ancora saldamente in carica e ha anche “convinto” Crocetta, dopo averlo a lungo e aspramente criticato, ad archiviare il suo veto nei confronti dei deputati in giunta. Adesso è a capo del ricco assessorato all’Agricoltura. E sono 30 anni di incarichi politico-amministrativi.

La storia politica di Emilio Arcuri, invece, inizia addirittura nel 1980, quando viene eletto, per poi essere rieletto più volte, consigliere comunale di Palermo. Nel corso degli anni, diversi incarichi di assessore, con l’ultimo nell’attuale giunta di Leoluca Orlando dove ricopre anche il ruolo di vicesindaco. Ti sposti dai governi al sottogoverno e incroci necessariamente la lunga e a tratti incredibile storia dell’eterno liquidatore Rosalba Alessi. Sono in liquidazione addirittura dal 1999 infatti l’ente minerario Ems e l’ente per la promozione industriale Espi, insieme all’Azasi (l’azienda asfalti siciliani). Ma Rosalba Alessi, docente di diritto all’Università di Palermo, non ha ancora portato a compimento l’operazione. Intanto, anche quest’anno in Finanziaria è arrivato puntuale lo stanziamento per la gestione di questi enti: quattro milioni e mezzo. Il liquidatore di Espi e Ems riceve quasi 44 mila euro annuo per ciascuna liquidazione. Da 17 anni.

Intramontabili della burocrazia, in grado di cascare sempre in piedi. È il caso di Enzo Emanuele, che per tanti anni è stato il più potente dirigente di Sicilia. Segretario generale e Ragioniere generale della Regione, era lui a decidere il destino di vita e di morte (economica) nell’Isola. Poi, qualche scivolone, come una corposa condanna contabile per la gestione di una banca dati per conto di Sicilia e-servizi. Ma ecco il ripescaggio in Irfis, società partecipata trasformata recentemente in “quasi-banca” dal governo Crocetta, dove Emanuele è il direttore generale dal 2012. In mezzo una sfilza di incarichi pubblici impossibili da riportare nel dettaglio: consigliere di amministratore, commissaria ad acta (pure del Comune di Catania), liquidatore, revisore dei conti. Una vita spesa tra la Regione e i suoi satelliti, fin dal 1981.

Ma per trovare poltrone eterne non bisogna necessariamente guardare all’interno dei grigi uffici o delle chiassose aule consiliari. Anche il mondo della cultura e dell’arte ha i suoi intramontabili. La carriera di Gianni Puglisi, ad esempio, è fulminante e densissima di incarichi ed esperienze. Preside di Magistero a soli 34 anni, non sono mancate le sortite nella politica e nella pubblica amministrazione: sarà infatti anche per due anni (fino al 2005) assessore della giunta del sindaco di Palermo Diego Cammarata e consulente ai Beni culturali del presidente della Regione Raffaele Lombardo. Nel nel 2004 Puglisi è nominato presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco, confermato nel 2007 dal ministro Massimo D’Alema con il secondo Governo Prodi e nel 2011 dal ministro Giulio Terzi di Sant’Agata con il Governo Monti.  Dal 2005, poi, è presidente della Fondazione Sicilia (una volta Fondazione Banco di Sicilia) e oggi è presidente del Teatro Biondo di Palermo oltre a essere rettore dell’Università Kore di Enna dopo essere stato per oltre dieci anni rettore dello Iulm di Milano. E insieme a questi, tanti altri incarichi di prestigio. Un po’ più monotona, ma altrettanto duratura l’esperienza di Antonella Purpura: dal lontano 1983 è lei a guidare la Gam. Dopo 33 anni, la Galleria d’arte moderna palermitana si tiene stretto il vecchio, intramontabile direttore.

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Commenti

    È come per l’ortopedia che non esiste in sicilia perché non c’è stata una scuola . E neanche in politica ci sono stati allievi dato che non ci sono stati maestri.
    I giovani pensano a scappare da qui.

    Incarichi a termine , con la vittoria dei cinque stelle sia alle amministrative che alle regionali salteranno un sacco di teste

    Il più grande problema italiano è proprio quello dei gruppi dirigenti. Dei ricambi a volte negati, in politica come nella società; dei meccanismi selettivi, quando ci sono i ricambi (sempre più affidati alla “fedeltà” al capo); della competenza che viene sacrificata in favore della fedeltà. E purtroppo è così all’Università ed anche nelle grandi organizzazioni (Associazioni degli iprenditori e sindacati confederali) da cui spesso si selezionano i futuri politici (all’università, come è noto, per iniziare e per proseguire la carriera devi avere “rapporti adeguati”)

    una cosa non mi cala: il reddito di cittadinanza. Sará garantito a tutti i posteggiatori abusivi (piazza S.Oliva, via Libertá, Mondello), ambulanti ed evasori fiscali, ladri di luce ecc…con i soldi dei contribuenti onesti?
    Facile dire faró, diró.
    Quando ti trovi di fronte l’esercito degli professionisto cacciati dalle poltrone, furiosi e spregiudicati, che fai, finisci sui giornali ogni giorno come la Raggi che dovrebbe mettersi la tuta ignìfuga per resistere all’assalto dei trombáti.

    TUTTI PARLANO DI SICURA VITTORIA DEI 5 STELLE.IO QUALCHE DUBBIO COMINCIO AD AVERLO VISTA LA LORO INCONSISTENZA ALL’ARS,LA CASETTINE ABUSIVE A BAGHERIA,LA DIASPORA PARMENSE,IL FAMILISMO IMPERANTE,IL MODELLO MONARCHICO DI PASSAGGIO DEL POTERE DA CASALEGGIO PADRE AL FIGLIO,LA PROPRIETA’ DEL SIMBOLO DI UNO SOLO CHE LO ASSEGNA E LO DA IN BASE ALL’UMORE DEL GIORNO SENZA ALCUN CONFRONTO DEMOCRATICO,I TRACCHEGGI CON I SEGRETISSIMI SERVER,LE RIUNIONI SEGRETE MODELLO MASSONERIA E LA “MALA CUMPARSA” ROMANA.I NUOVI CHE AVANZANO NON MI SEMBRANO TANTO DIVERSI DAI VECCHI E TRINARICIUTI POLITICI E BUROCRATI CITATI NELL’ARTICOLO

    Ad onor del vero, la dismissione delle partecipazioni regionali Espi Ems ed Azasi ebbe inizio dopo che il Presidente Mattarella si disimpegno dalle legge nr 76/76 sul risanamento attraverso piani e programmi quadriennali affidando al prof Piazza ed al prof Pignatone il compito di sbaraccare il pseudo sistema imprenditoriale pubblico vietando nelle more le assunzioni di nuovi dipendenti. La prof Alessi trovo già un terreno spianato ma malgrado ciò conduce ancora una liquidazione dopo 17 anni dalla sua nomina.Che ne è del decreto legge del 2013 che avrebbe dovuto accellerare la liquidazione trasferendo il patrimonio alla Regione previa una apposita norma di rinvio? Si disserta sul fatto che sia il contenzioso a frenare la liquidazione ma poi si assiste ad atti volti ad impedire che le controversie possano essere conciliate. Si è ipotizzato da parte del legislatore un trasferimento delle cause pendenti alla Avvocatura dello Stato ed ecco che si paventano eccezioni di costituzionalità per il ruolo autonomo della Regione Siciliana .Forse che sia stata usata una colla resistente anche alle più ferrate poltrone o che nessun governo possa reggere in Sicilia senza la spalla di un sottogoverno compiacente e servile?

    DIFFICILMENTE MOLLERANNO, MA QUANDO DOVRANNO MOLLARE METTERANNO I LORO FIGLI O CAMPARI; QUINDI!!!!!

    E l’eterna monterosso??

    In teoria chi merita è giusto che rimanga al suo posto, ma questo riguarda la classe degli impiegati che sono utili e non ricoprono cariche di responsabilità. Per quanto riguarda i politici, i dirigenti e funzionari ad altissimo livello, mi sembra giusto che la loro carica e funzione sia a tempo determinato perchè altrimenti rischiano di fare e consolidare troppe amicizie che li distolgono dal loro dovere e poi perchè è troppo stressante lavorare così a lungo con queste responsabilità. Prendiamo esempio dalla carica del Presidente USA che dura quattro anni rinnovabili una volta sola.

    Emanuele è dirigente generale dell’IRFIS?!!! ma è proprio una ragnatela di sorprese questa regione siciliana!!

    ci vuole faccia tosta a fare dirigere una banca della regione a chi è stato condannato per danno erariale:vergogna crocetta e compari.Ma anche quella dei fondo schiena multipli non doveva essere una specie da eliminare?a leggere l’articolo pare che prosperi ancora

    Sanno che dopo avere vinto le elezioni il giorno dopo entreranno in guerra giorno per giorno e sarà una guerra durissima con esclusivamente colpi bassi se la sapranno vincere il giudizio degli elettori dopo il voto di di protesta della prima ora li premierà nuovamente , saranno quattro anni di guerra totale ai cinque stelle con i colpi bassi e le armi più subdole , ma come si dice oneri ed onori chi si candida mica gli hanno puntato la pistola alla tempia per costringerlo a diventare sindaco o presidente della regione

    SE NON VANNO VIA LORO, BUTTIAMOLI FUORI NOI. OVVIAMENTE VANNO A CASA CON NON PIU’ DI 1000,00 EURO AL MESE DI PENSIONE.

    Renzi mettici manu! !!!

    e il marito Claudio Alongi commissario inamovibile dell’ARAN?

    Le ultime elezioni regionali sono state un grande disastro per la Sicilia……con numerosi tradimenti politici. Mi auguro che Crocetta possa ricandidarsi. Risultato……….lo sanno tutti …..vincita sicura dell’ avversario. Al posto di osteggiare la sua candidatura, andrebbe sollecitata. Ovviamente nella sua lista dovrebbero ricandidarsi tutti gli attuali assessori come premio per l’ attività di governo.

    Ma Renzi e Cantone lo sanno? tanto clamore per Muraro a Roma e qui tutto tace………

    Questo modo di fare politica in Sicilia è uno schifo di Democrazia e forse forse si stava
    meglio quando si stava peggio .

    Una liquidazione è come un diamante. ..é per sempre

    Anche madame è per sempre

    sabells,a, ma proprio lei parla che ancora ci racconta le mirabilie dei vari cuffaro, micciche’, Musumeci, romano, schifani e via discorrendo?

    Che noia! Sempre la solita solfa. Ma articoli più interessanti quando?

    Politici, burocrati, potenti dell’economia e della cultura da trent’anni sempre in sella.
    ma scusate dopo tutto la nostra regione è un isola felice, si sta bene sia politicamente socialmente ed economicamente, perchè cambiarli?

    Vedi, sono questi commenti che, se abbiamo incertezze, ci convincono a votare per il M5S.
    Il confronto politico non si puó basare sul curtìgghio della casetta abusiva costruita da persona diversa dal candidato. Non si può delegittimare un movimento se si hanno le mani in pasta da anni e il risultato della Sicilia e di Palermo é mortificante per chi ha gestito il potere.
    ARGOMENTI ci vogliono, PROPOSTE e MODI per risolvere ogni problema.
    Tutti a casa e proviamo a capire che robaccia hanno nascosto sotto il tappeto. Ecco perché servirebbe il nuovo.

    Verificati i risultati, a casa.

    Alcuni, quelli che hanno molti incarichi come fanno a svolgerli tutti bene?
    Per esempio, Gianni Puglisi che certamente ha notevoli competenze ed alto livello culturale si è accorto che Palazzo Branciforte (di prprietà della fondazione Sicilia) è diventato luogo di feste di giovinastri arricchiti e di personaggi di dubbio buon gusto che utilizzano musica assordante a sia la sera fino a notte ed anche di giorno (come oggi sta accadendo da ora di pranzo), impedendo, peraltro, a chi abita nei pressi di svolgere le proprie normali occupazioni?
    Dubito che Gianni Puglisi sia a conoscenza di tale degrado nell’uso di un bellissimo palazzo storico ottimamente ristrutturato per essere luogo di cultura.

    Io non ne farei una questione di partito quanto di servilismi e di poltronisti c’ gente che sta in politica da 10 , 20 e trent’anni sempre gli stessi che non hanno mai fatto niente e che continueranno a non fare niente per la nostra terra, però prendono due e tre vitalizi d’oro salvo a dire che sono gli altri che non fanno mai niente , a tramare a covare ingiustizie e sprechi con la vita dei poveretti, cambiamo facce e persone , gente con degli ideali possibilmente e forse le cose andranno meglio.

    Insomma cambiano i governi, i partiti che lo compongono, ma i posti strategici sono ereditari. Cosa pensate possa cambiare?

    sarò noiosa a dire sempre le stesse cose ma rendiamoci conto che se non cambia l’attuale classe dirigente non può migliorare questa terra e dobbiamo farlo perchè è da cretini da masochisti da autolesionisti tenersi ancora questi incompetenti e approssimati pseudo politici ma soprattutto perchè dobbiamo tenerci e pagare profumatamente tutti questi dirigenti di partecipate e della regione????

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