Pozzallo, migrante positivo| Il sindaco: "Comunità tradita"

Pozzallo, migrante positivo| Il sindaco: “Comunità tradita”

Commenti

    I porti devono essere chiusi!!!!!!!

    Il sindaco ha sempre accolto gli emigranti con grande disponibilità, io dire con incoscienza,purtroppo come era prevedibile anche il suo paese oggi è a rischio.
    Ai posteri la sentenza se il sindaco ha fatto gli interessi della sua comunità o no.

    ma dove sono andati a finire tutti i buonisti , non si lamentano piu’ come mai !?? gli sbarchi delle ong sono stati bloccati e i buonisti dove sono !??

    Sindaco, l’accoglienza è accoglienza

    Siamo messi proprio bene

    E’ risultato positivo al covid 19 un giovane migrante egiziano di 15 anni arrivato ieri nell’hot spot di Pozzallo (Rg) perchè trasferito da Porto Empedocle, dopo che il 6 aprile era approdato a Lampedusa con un barchino di fortuna. Insieme a lui da Porto Empedocle sono stati trasferiti altri migranti arrivati nei giorni scorsi a Lampedusa.

    Aspettiamo di sapere ……..

    Avvertite il sindaco che il covid 19 è arrivato in Sicilia dal nord italia con gli italiani, non è arrivato dal sud con gli africani. Primo e unico caso a lampedusa? Un italiano proveniente dal nord. Primi casi a Palermo? Bergamaschi. E in africa i primi casi sono stati italiani (dall’algeria alla nigeria) e il primo morto di covid 19 in africa è stato un turista tedesco in Egitto.

    Spero soprattutto che il povero fratello migrante migliori, ne esca benissimo e abbia tanta fortuna nella vita. Ma se i migranti dovessero essere causa di morti di persone innocenti, pur non essendo per nulla leghista e neanche simpatizzante, mi sembra che moralmente colpevoli di omicidio saranno quelli che hanno ostacolato a Salvini di fare il proprio dovere di ministro, portandolo addirittura in giudizio per sciacallaggio politico alcuni e voglia di protagonismo altri. Di sicuro, pur essendo denominati buonisti non sono certo buoni d’animo.

    Ora il sindaco di Pozzallo lamenta presunti mancati controlli? Ai sostenitori della finta solidarietà non è ancora chiaro che non dovrebbe sbarcare nessuno, meno che mai in questo momento

    vorrà condividere anche il covid no?

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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