Precari siciliani in rivolta: | "Il governo è immobile" - Live Sicilia

Precari siciliani in rivolta: | “Il governo è immobile”

Foto d'archivio

Una durissima nota annuncia: "Un calendario di manifestazioni che culmineranno l’11 dicembre nello sciopero generale di tutti i lavoratori precari della Regione, degli enti locali e della sanità".

La protesta
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PALERMO– Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl “si mobilitano – si legge in una nota – contro la stallo del governo regionale e fissano un calendario di manifestazioni che culmineranno l’11 dicembre nello sciopero generale di tutti i lavoratori precari della Regione, degli enti locali e della sanità. Si inizia il 2 dicembre con un sit in dei lavoratori delle Ipab dell’Isola – 2000 persone senza stipendio da mesi – davanti a Palazzo dei Normanni. Il giorno dopo, 3 dicembre, davanti alla sede dell’Assessorato alle Attività produttive si riuniranno in sit in, invece, i lavoratori dell’Irsap, l’ente che ha preso il posto degli ex consorzi Asi e che, a tre anni dalla sua istituzione, non ha neppure una pianta organica e deve invece fare i conti con sostanziosi tagli ai finanziamenti. L’azione di protesta andrà avanti anche la settimana successiva (11 dicembre) con lo sciopero generale del personale precario di tutte le pubbliche amministrazioni, 21 mila in tutta l’Isola: dai contrattisti della Regione (600), a quelli in servizio negli enti locali (circa 18.000) e nella sanità (circa 2.000), oltre ai circa 4.000 ancora in regime di LSU operanti in vari enti. Tutti in scadenza tra fine anno o nel 2016”.

“La situazione è drammatica – dicono i sindacati – Non si riesce ad avere una interlocuzione vera e costante col governo impegnato su questioni di potere e poltrone che poco appassionano i siciliani e chi non percepisce lo stipendio. L’elenco delle vertenze aperte – aggiungono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – è lungo. Per questo proseguiremo con azioni di protesta e di lotta e con nuovi scioperi anche sulle altre questioni irrisolte a cominciare dall’assurda situazione in cui si trovano le ex Province e per rilanciare i rinnovi contrattuali”.


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