Presentato il 398° Festino: "Diamo un segno di speranza" - Live Sicilia

Presentato il 398° Festino: “Diamo un segno di speranza”

Saranno coinvolti medici, infermieri, componenti della Protezione Civile e della Croce Rossa
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PALERMO – Dopo due anni di stop dovuti al covid torna il Festino di Santa Rosalia come tutti è conosciuto, con il carro che sfila per le vie della città di Palermo e termina la sua corsa al Foro Italico con i fuochi d’artificio e prende il nome “Canto contro la Peste”. Sarà il primo festino dell’amministrazione del sindaco Lagalla, che coinvolge tutte le associazioni ed è un festino low cost anche a causa dello stato delle casse della città, che non sono certo rosee. Saranno coinvolti medici, infermieri, componenti della Protezione Civile, della Croce Rossa, che sfileranno davanti il carro portando la testimonianza del loro impegno contro il Covid. 

Lorefice: “È una festa nel segno del canto”

“Non ci siamo liberati dalla pandemia, la prima parola è gioia ma la gioia, la vera gioia, è commisurata con la responsabilità proprio perché siamo in un momento di recrudescenza. Noi vogliamo porre il segno della festa. È una festa nel segno del canto ed è un canto di liberazione – dichiara l’arcivescovo Monsignore Corrado Lorefice -. D’altra parta la figura di Rosalia è legata a questo. Grazie a lei, in un momento drammatico della città, vi è stata motivo di un canto. Vogliamo dare questo segno di speranza alla città ed è una speranza che ci impegna a far sì che ognuno di noi possa contribuire a questo canto di liberazione. La particolarità di questo festino sarà il canto, tenetelo a mente perché accompagnerà tutto il tragitto del carro“.

Il canto accompagnerà i medici e i militari, sarà un canto corale di salvezza e ad esibirsi saranno nove orchestre. Musica che risuonerà sul carro e lungo tutto il tragitto.

Lagalla: “Allontaniamo la peste sociale”

“Ho deciso di modificare la solita invocazione del sindaco che dirà viva Palermo e santa Rosalia – annuncia il sindaco Lagalla – che è ripetuta per tre volte. Anno per anno cambieremo gli altri due soggetti che lo diranno, perché la città non è del sindaco ma di tutto noi. La città è comunità e in cinque anni rappresenteremo dieci categorie di questa città. Quest’anno inizieremo con due operatori che si sono impegnati contro la pandemia e contro il covid“.

“La pandemia si è trasformato diventando endemia e questo non annulla il rischio, però prevale il sentimento della librazione e della gioia, delle tenebre che, auspicabilmente, possono trasformarsi in luce. Raccomando sul piano delle prudenza e l’uso delle mascherine per evitare una diffusone che possa assumere numeri pericolosi. Ringrazio ogni istituzione culturale che ha deciso, con generosità, di aiutare il Comune a sostenere la rinascita del Festino che si prepara, nel 2024, al 400° e andrà organizzato doverosamente nel corso dell’anno con il culmine che avverrà nel luglio di quell’anno“. 

La scelta del titolo vuol essere una affermazione forte e perentoria – spiega il primo cittadino -. La salvezza che noi intendiamo chiedere e la peste che noi intendiamo allontanare è anche la peste del dramma sociale, la peste delle difficoltà economiche, strutturali e culturali della città vogliamo attestare oggi la tendenza a voler riconquistare la nostra identità. Questa amministrazione non mancherà mai di essere presente in ogni luogo della città cercando di trovare le soluzioni per superare le disuguaglianze. In occasione del Festino – conclude Lagalla – abbiamo voluto l’obiettivo del coinvolgimento partendo dalla cultura e dalle istituzioni”.

Sui costi del Festino il sindaco spiega che “non avrà un costo oltre i 200 mila euro. I costi sono sostenuti dalla Città Metropolitana di Palermo, dalla Regione Siciliana, dalla Fondazione Federico II e non solo“.

“Il 14 sarà emozionante salire sul palco ma sarebbe banale dire che per la città mi aspetto tutto ciò che un padre si aspetta per un figlio. Mi aspetto una risposta corale e un impegno civile che deve essere diffuso per essere efficace nel raggiungimento dei suoi obiettivi“.

Carta: “Sicuramente faremo degli errori”

“Sarà un festino di errori non potremo non farli, forse somiglierà al mondo, pieno di imperfezioni e completo – dichiara Maurizio Carta, Coordinatore Comitato artistico istituzionale del Festino -. Da 398 anni questo Festino è un canto contro tutte le pestilenze che fanno soffrire la città“. Carta ha spiegato come si terrà il Festino che sarà “un Festino di 9 tappe e inizierà la mattina del 14 chiamando a raccolta tutta la città“.

La prima tappa sarà a Palazzo Reale- Porta Nuova, la seconda alla Curia Arcivescovile con la benedizione dell’Arcivescovo, la terza la Cattedrale, i Quattro Canti, la quinta sarà l’incrocio via Roma-Corso Vittorio Emanuele, la sesta le Mura delle Cattive, settima Porta Felice, l’ottava il Palchetto della Musica e la nona Porta dei Greci e all’arrivo saranno accesi i fuochi d’artificio.


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Commenti

    Concordo con S.E. Lorefice, non ci siamo liberati dalla pandemia…………ma di Leoluca Orlando e Giusto Catania invece sì e ciò costituisce già un piccolo miracolo…….

    Non capisco come fa l chiesa a stare con il od e con i gender

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