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Prodi a Palermo: ”Per la pace c’è una sola strada”

Romano Prodi a Palermo parla della guerra in Ucraina “Se non intervengono Stati Uniti e Cina con un accordo fra loro...
L'INCONTRO
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Palermo – ”Per far finire la guerra c’è una sola via d’uscita: l’accordo tra Usa e Cina. Se non intervengono Stati Uniti e Cina con un accordo fra loro, diventa difficilissimo risolvere questo problema”. Sono le parole di Romano Prodi, nella sua lezione agli studenti di Politiche e delle relazioni internazionali dell’Università di Palermo nel corso del talk dal titolo “The war produces changes”.

Il Professore ha raccontato aneddoti sui più importanti attori della politica internazionale, da Gorbaciov a Putin, da Macron a Biden, ribadendo più volte che la guerra è stata una azione inaspettata: “unthinkable”.

“La guerra produce dei cambiamenti – ha aggiunto l’ex Presidente del Consiglio – ma è importante capire verso dove si muovono questi cambiamenti.” E ancora: “Le motivazioni della guerra sono da ricercare nei cambiamenti dello scenario politico internazionale, che sono avvenuti anno dopo anno. Le conseguenze di questa guerra non avveleneranno solo i rapporti fra i due popoli direttamente implicati ma, in qualsiasi modo e in qualsiasi momento si porrà fine al conflitto, segneranno un cambiamento della politica mondiale e dei rapporti fra i popoli.”

Prodi ha spiegato perché non si tratta solo di una guerra locale: “La Russia sarà potente, ma quando parlavo ai miei studenti dicevo sempre: ‘La Cina cresce di una Russia all’anno’. Pensate alla differenza tra i due. Però né Stati Uniti né Cina hanno voglia di parlare tra di loro. La tensione, anche popolare, aumenta di giorno in giorno: nei giornali, nei discorsi accademici. Quindi non vedo la soluzione in questo momento. Spero almeno che ci sia l’esaurimento dell’esasperazione, dell’odio. E questo poi dovrebbe preparare una via d’uscita”.

Non sono mancate le riflessioni sul tema dell’energia: “nell’energia non c’è unità. Quindi c’è una reazione parziale dell’Europa e non possiamo dire che ci sia una politica europea comune” ha detto Prodi, e sul ruolo dell’Europa.

“Se non vogliamo lasciare solo alla Cina il ruolo di architetto del nuovo ordine mondiale, dobbiamo smettere di credere che questa guerra sia una questione solo occidentale ed è tempo che l’Europa faccia la sua parte” il professore ha sollecitato un’azione immediata da parte della Francia “che ha l’arma nucleare, il diritto di veto all’Onu, e l’esercito più grande”: “Deve affrettarsi, prima che il riarmo cambi gli equilibri in Europa, a proporre una cooperazione rafforzata nella politica di difesa europea”.

A conclusione del talk il professor Prodi ha ribadito l’importanza del ruolo delle università e delle comunità internazionali che si creano all’interno delle facoltà, determinanti per creare un futuro migliore.


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