PALERMO – “La sfida gentile è uscita sconfitta delle elezioni. È scattato un meccanismo di polarizzazione del voto come sembra dalle distanze tra la coalizione e il voto per il candidato presidente che ha favorito Musumeci e i 5 stelle che sono stati percepiti come le due alternative”. Lo ha detto il segretario regionale il PD Fausto Raciti, nella sede del comitato elettorale di Fabrizio Micari a Palermo. “C’è da riflettere – ha aggiunto – aspettiamo i dati reali per fare una valutazione sulla lista, ma non possiamo riconoscere una sconfitta vera”.
A chi gli ha chiesto se le Regionali in Sicilia sono un test per le politiche, ha risposto: “Ci sono sempre delle asimmetrie tra quello che succede in Sicilia e quello che avviene nel resto del paese.La Sicilia – ha detto – ha una storia politica a sé. Non ho mai creduto alla storia del laboratorio siciliano e continuo a non credergli. Non vedo un riflesso immediato a livello nazionale nel voto per una regione statuto speciale che ha una propria dinamica politica, molto spesso separata dal resto del paese”.
“Spero che il centro sinistra possa riflettere sulla necessità di trovare un’unità di fondo perché indebolire l’argine dei populismi provoca l’effetto che vediamo oggi. La sinistra ha fatto la propria scelta vedremo in che misura è stata premiata degli elettori anche in raffronto con le ultime regionali – ha aggiunto il segretario regionale del Pd. -Continuo a ritenere che sarebbe stato meglio fare un percorso insieme”. A chi gli ha chiesto se fosse il caso di ripensare l’idea di un campo largo nel caso in cui la lista di Alternativa popolare non riuscisse a superare la soglia di sbarramento del 5%, Raciti ha risposto: “La valutazione sulla coalizione e le liste la vedremo a scrutini ultimati”.

