Rottamazione cartelle |Si infuoca la polemica

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I rappresentanti di Confcommercio replicano al consigliere Alessandro Porto.

botta e risposta
di
3 min di lettura

CATANIA – “Il consigliere Porto, forse in preda alla confusione delle feste agatine, farnetica ed è il caso di schiarirgli le idee. Premettendo che con il Sindaco Bianco, ma onestamente anche con il consigliere Porto, avremmo perplessità a prendere un caffè al bar, val la pena ribadire, ancora una volta, che ci guarderemmo bene dal proporci per assumere incarichi di governo della Città (ne assessorati ne altro) per un semplice motivo: teniamo alla nostra immagine, mentre preferiamo rappresentare le istanze di chi lavora con enorme difficoltà, anche a causa della cattiva gestione della res publica cittadina. Non ci sorprende, invece, che il consigliere Porto, che sembra parlare per conto del Sindaco, non dica una parola sulla mancata approvazione della delibera “rottamazione cartelle”.

Perimetrata la nostra posizione, val la pena chiarire alcune cose:

a) abbiamo sempre nutrito ed esternato, anche in forma pubblica, rispetto per il Consiglio Comunale;

b) l’unica nota polemica verso il Consiglio è stata lanciata sulla delibera Sostare (aumento tariffa sosta), in verità imposta dall’amministrazione Bianco, e sulla mancata approvazione della delibera rottamazione cartelle. Su quest’ultima abbiamo chiesto alla deputazione nazionale che si attivasse per ottenere una proroga. Suppliamo, noi di Confcommercio, alle nefandezze della politica catanese! I deputati nazionali Albanella, Berretta e Burtone ci hanno espresso disponibilità ad intervenire sulla questione, così come hanno manifestato pubblicamente attenzione per le nostre critiche sull’amministrazione catanese;

c) I centri commerciali sono stati avallati, con atti pubblici, ed autorizzati dalla componente politica, in primis quella a cui ha fatto capo il consigliere Porto. Confcommercio si è opposta alla loro nascita in tutte le sedi: nelle manifestazioni di piazza (ad esempio prima che fosse concesso il cambio di destinazione d’uso per Porte di Catania), nelle conferenze dei servizi (vada a leggere i verbali piuttosto che parlare a “vanvara”, il consigliere Porto) ed anche in sede giurisdizionale;

d) La metropolitana, sulla quale ricordiamo che il sindaco l’ha solo inaugurata senza aver alcuna merito e competenza sulla realizzazione, non possiamo che esprimere soddisfazione: essa, però, da sola non può risolvere le questioni del traffico, per vari motivi. Occorre una politica di intermodalità, che, forse, per consigliere Porto è difficile da comprendere e sulla quale l’amministrazione Bianco non ha fatto un solo passo in avanti;

e) Il consigliere Porto non comprende che abbiamo necessità, da imprenditori e cittadini, che le cose funzionino e siano fatte bene, in ogni ambito.

f) A questo punto dobbiamo ritenere che per Porto è, forse, normale che Catania non abbia un piano commerciale e che nessuna discussione, da noi sollecitata, si sia aperta, che i bilanci preventivi si approvino, per responsabilità di Bianco, a fine anno, che dopo oltre tre anni, sempre l’amministrazione Bianco, non sia riuscita a far approvare un regolamento sui dehors o sui parcheggi pertinenziali, che non si sia parlato di pianificazione generale e del porto, che la pista ciclabile sia diventata una “barzelletta catanese”, che la vicenda Tondo Gioieni sia stata gestita alla carlona e che sia divenuta una “drammatica storia catanese”, che una ditta catanese che poteva essere salvata è finita per fallire.

 

Se tutto ciò è normale sbaglia, chi come noi grida. Se tutto ciò, invece, è segno di inaffidabilità politica ed amministrativa il grido di Confcommercio dovrebbe servire da sprono per tutti ( consigliere Porto a parte!), specie per pensare ad un “dopo Bianco senza Bianco”;

A questo punto ciò che è palese è semplicemente l’ignoranza del consigliere Porto su troppe questioni della vita cittadina ed il suo modo anacronistico di far politica, oltre alla oramai conclamata incapacità dell’amministrazione Bianco.

Giovanni Saguto Presidente As.Com Catania Francesco Sorbello v. direttore Confcommercio

 

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