Saguto, la requisitoria dei pm| "Chiaro interesse privato"

Saguto, la requisitoria dei pm| “Chiaro interesse privato”

Commenti

    Se alla fine del processo, tutte le accuse rispondessero a verita’, potremmo dire che e’ una pagina molto ma molto vergognosa..!!

    Si continua a non entrare nel merito….andavano davvero tutti sequestrati questi beni?

    Mezzo stato sotto processo.
    A titolo esemplificativo cito l’ ex Prefetto di Palermo Sig.ra Cannizzo facente funzioni di rappresentante dello Stato sul territorio e di cui non mi sembra si sappia nulla sulla sua situazione lavorativa attuale

    Sono talmente arroganti che pretendono giustificare le malefatte con banalità dichiarando addirittura,Caronia, di non essere a conoscenza dell’uso che Cappellano faceva della somma consegnata.In galegare a vita non soltanto x i reati contestati ma soprattutto x avere rovinato aziende lasciando migliaia di persone senza lavoro ma anche per la pretesa di sottovalutare l’intelligenza e professionalità di chi li ha incastrati,magistrati e forze dell’ordine.

    Forse avrà sbagliato ci sarà una legge a stabilirlo ma ci sono altri casi pure gravi…

    …che coda lunga aaa !!!

    Una storia troppo strana…. Un magistrato che parla così apertamente al telefono dei fatti personali e per la cifra di 20000 euro rischia tutto : immagine, lavoro, famiglia ….Oggi le banche e le finanziarie 20000 euro li prestano a chiunque….Tutti codesti indagati così sprovveduti e anche magistrati che testimoniano contro….Un attacco mediatico senza precedenti che mette in cattiva luce tutte le istituzioni che dovrebbero garantire i cittadini….In una città come Palermo dove lo stato si presenta disarmato e sempre in ritardo….Boh?

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Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

Brancaccio: ora basta polemiche. È il tempo del fare. Leggo oggi dei "sette anni di polemiche" che hanno preceduto la posa della prima pietra dell'asilo di Brancaccio. Come cittadino, e come professionista che vive il quartiere accanto a Maurizio Artale, sento di dire una cosa semplice: adesso basta. Brancaccio non ha bisogno di altre discussioni, ma di mattoni, servizi e dignità. La gioia che provo oggi non cancella l'amarezza per il tempo perso, ma ci carica di una responsabilità nuova: quella di custodire e difendere l'esecuzione di quest'opera, giorno dopo giorno, affinché non subisca altri rallentamenti. Seguo il Centro di Accoglienza Padre Nostro - ETS come commercialista, occupandomi con il mio staff di ogni aspetto fiscale e contabile. È un lavoro tecnico, spesso silenzioso, fatto di battaglie quotidiane sulla Tari, sull'Imu e sulla corretta gestione delle risorse. Ma è proprio qui che la legalità diventa sostanza: nel garantire che ogni centesimo sia protetto e destinato a ciò che conta davvero. Don Pino Puglisi non chiedeva passerelle, chiedeva un asilo. Chiedeva atti coerenti. Oggi quel sogno comincia a diventare realtà grazie alla determinazione di Maurizio e di chi non ha mai smesso di crederci, nonostante l'ostruzionismo e le false rappresentazioni. Sento l'orgoglio di far parte di questa comunità e di aver messo un piccolo, minuscolo pezzetto di questo traguardo attraverso il mio lavoro. Buon lavoro, Brancaccio. Ora non servono più annunci, serve vigilanza e impegno. Il futuro si costruisce e si protegge ogni giorno. Antonino Maraventano

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