Catania, Sarah rapita a 7 anni dal padre: l’appello di Urso

Catania, Sarah rapita a 7 anni dal padre: l’appello di Giovannella Urso

La cantante etnea lancia un messaggio accorato

CATANIA – “Spero con tutto il mio cuore che chi ha il futuro di Sarah nelle mani agisca con coscienza e buon senso, affinché i sogni di questa ragazza non vengano distrutti ma incoraggiati”. È l’appello della cantante catanese Giovannella Urso, che scrive a Live Sicilia chiedendo di far conoscere a tutti ciò che sta vivendo questa ragazza.

Sarah, di cui Giovannella ci concede alcuni scatti, è la ragazzina catanese di origini tunisine rapita dal papà a 7 anni. Quell’uomo la trascinò con sé in Tunisia e lei da lì è scappata, su un barcone del mare, per tornare da sua mamma e dai suoi fratelli.

La foto scattata da Sarah sulla carretta del mare diretta in Sicilia

L’espulsione

Solo che qui, mesi fa, una volta giunta a Pantelleria, ha dovuto fare i conti con la burocrazia dello Stato italiano e nello specifico con un decreto di espulsione emesso dal Questore di Trapani. Una scelta contestata da Sarah attraverso il suo legale, l’avvocato Giuseppe Lipera. La causa attualmente è sospesa.

Adesso s’inizia a muovere anche la società civile. “È inaccettabile dividere una figlia dalla madre – scrive Giovannella -. Dal primo istante in cui metti al mondo un figlio il legame per entrambi è simbiotico, io sono una madre e so bene di cosa sto parlando”.

“Se poi dopo aver cresciuto una figlia per sette anni, te la vedi strappare dalle tue braccia e portare in Tunisia dal padre solo per vendetta verso la madre dopo una separazione, la cosa diventa drammatica per ambedue”.

La mamma di Sarah

Giovannella ricorda come la mamma di Sarah non l’abbia mai abbandonata e come abbia sempre fatto di tutto per riportarla a Catania, purtroppo invano. “Ha provveduto a mandare soldi ed è anche andata a trovarla tante volte in questi anni in Tunisia – prosegue – per mantenere quel legame di amore che c’è tra madre e figlia”.

Sarah e la mamma

Così Sarah, raggiunta la maggiore età, ha deciso di affrontare una traversata del mare e tornare a casa, all’insaputa della madre. “In quella casa dove aveva lasciato i suoi ricordi d’infanzia che non l’hanno mai abbandonata in questi anni, lontana dalla madre e dai fratelli, e riesce ad arrivarci – continua -. Ma se fosse andata diversamente?”

Gli interrogativi della cantante sono drammatici: “Se Sarah fosse morta annegata e non fosse riuscita a sbarcare? Sarebbe stata osannata da tutti! Siccome è viva e non è annegata , né il popolo né le istituzioni politiche intervengono”.

La tragedia di qualche anno fa

“Io ricordo benissimo che Enzo Bianco, agli africani morti in mare all’epoca gli fece i funerali, proclamò lutto cittadino – conclude -. Visto che Sarah invece è viva tutto passa nella totale indifferenza a nessuno interessa. A nessuno interessa gli obbiettivi che vuole raggiungere, continuare gli studi, andare all’università e laurearsi, e rimanere con la madre e i fratelli dove è nata”.


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