Scandalo pesca, ecco le spese pazze |Consulenze da 700 euro al giorno - Live Sicilia

Scandalo pesca, ecco le spese pazze |Consulenze da 700 euro al giorno

Inizia il viaggio di LivesiciliaCatania tra le carte dell'inchiesta Poseidon. Ecco come è possibile spendere 150mila euro per progettare un "manuale". PRIMA PUNTATA.

INCHIESTA POSEIDON
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CATANIA- Agli atti del processo contro gli imputati accusati di truffa per aver dirottato i fondi destinati alla pesca verso progetti “fantasma” con spese presumibilmente gonfiate, ci sono documenti che spiegano sono finiti diversi milioni di euro.

Un caso sollevato grazie alle denunce del leader dei pescatori Fabio Micalizzi, sfociato in una maxi indagine condotta dal Pm Alessandra Tasciotti sotto il coordinamento di Giovanni Salvi e affidata alla Capitaneria di Porto di Catania.

Iniziamo il lungo viaggio tra le carte dell’inchiesta con un progetto redatto dalla Ats Poseidon, che punta, secondo quanto si legge sul frontespizio, sulla “sicurezza e formazione, entrambe riconosciute indispensabili strumenti per superare le discriminazioni che colpiscono i pescatori”. E ancora, l’obiettivo è “contrastare la crisi del settore della piccola pesca costiera italiana e supportarla in quanto attività produttiva altamente selettiva ed eco-compatibile”.

Per salvare il mondo della pesca, Comune di Acireale, Mcq Sicilia Srl e la Cooperativa Gente di Mare sono impegnati nella progettazione di “manuali standard, completi sulle relative procedure, costruiti sulla base delle norme cogenti”.

Un lavoro complesso che costa la bellezza di 154.400 euro. Com’è possibile arrivare a questa cifra? Si inizia dalle “spese legali-amministrative e di supervisione generale”, una unità lavorativa per sei giorni di impiego: totale 4.200 euro, 700 euro al giorno.

Il progetto entra nel vivo, 700 euro al giorno non si negano ad alcuno. Per la “pianificazione del lavoro e gestione delle risorse interne” due persone lavorano per ben 10 giorni: totale 14.000 euro alla Mcq Sicilia.

Per progettare il manuale, che secondo le denunce di Fabio Micalizzi “non è stato mai stampato”, è necessaria, secondo quanto si legge nel documento, la “selezione delle imprese-laboratorio-studio una per ciascun sotto-settore del comparto peschiero”, un lavoro complesso che richiede 4 giornate di lavoro di due persone: totale 5.600 euro alla cooperativa Gente di Mare.

Per la “redazione dei manuali tipo” 4 persone devono lavorare ben 18 giorni, sempre a 700 euro al giorno: totale 50.400 euro alla Mcq Sicilia.

Nel progetto si legge che dopo la “redazione dei manuali tipo” di cui sopra, è necessaria la “redazione delle procedure”, un lavoro sempre da 700 euro al giorno, che richiede quattro impiegati, per diciotto giorni: totale , altri 50.400 euro alla Mcq Sicilia Srl.

Dopo essere stati redatti i manuali e “verificate” le procedure, è necessario un team di esperti della cooperativa Gente di Mare per “verificare l’effettiva applicabilità dei manuali e delle procedure”, prezzo fisso, 700 euro al giorno, 2 impiegati per 8 giorni: totale, 11.200 euro alla cooperativa Gente di Mare.

Serve poi un penultimo sforzo per completare il progetto finanziato con i fondi europei destinati alla pesca: è necessario individuare “un gruppo di lavoro e pianificazione delle attività per la realizzazione dei manuali”, un lavoro di ben 8 giorni per 2 persone: 11.200 euro alla Mcq Sicilia Srl.

Ultima voce “varie”, 12.600 euro alla Mcq Sicilia Srl. Totale 155.400 euro

Ma non è finita. Per realizzare il progetto serve una “sede” per 29 giorni: 17.400 euro.

Un kit di cancelleria fatto da cartella, block notes, 2 penne, gomma, matita, temperino, badge e porta badge: totale 25 euro per 80 kit: 2.000 euro. Ai quali si sommano 4.800 euro per le “dispense dei contenuti”, la locazione di 1 portatile per 29 giorni a 300 euro al giorno, 8.700 euro lordi: in pratica ogni giorno avrebbero potuto comprarlo un pc, non affittarlo. Stesso discorso per il videoproiettore a 250 euro al giorno, o l’amplificazione, 400 euro al giorno.

Poi ci sono le docenze: i relatori a 120 euro l’ora (13.920 euro), i tutor a 25 euro l’ora (2.900 euro), il personale amministrativo a 26 euro l’ora (6.032 euro), il direttore scientifico a 130 euro l’ora (7.540 euro) e il coordinatore a 80 euro l’ora (9.280 euro). Totale, 140mila euro.

Tutto viene controllato, giudicato regolare e firmato dai dirigenti della Regione, nei cui confronti la Procura di Catania non ha ritenuto di contestare alcun reato.


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Commenti

    Voglio fare il relatore, offro uno sconto: mi accontento di 100 euro l’ora.

    Chi per questi mari va, di questi pesci piglia . . .

    Ma vedete che di questi progetti la regione è piena. In tutti gli assessorati i soldi si buttano così……. non è una novità!

    Taluni possono indignarsi, altri limitarsi ad una risata amara, ma queste sono le tariffe per progetti finanziati da Regione e UE. La stessa Live Sicilia aveva pubblicato tariffari simili per la questione Cutgana (ma a proposito, come procede quell’inchiesta?).
    Questi corsi o progetti in realtà abbiamo capito che non servono a raggiungere gli obiettivi prefissati ma sono solo uno strumento per creare occupazione “instabile” ma discretamente retribuita e per alimentare un rapporto ambiguo fra politica, università e professionisti.
    Spesso i docenti di questi corsi sono dottori di ricerca piazzati lì dal professore universitario amico del politico o comunque incaricato di dare una veste “scientifica” al progetto. In questo modo i dottori di ricerca senza borsa di studio o con borse minime riescono ad arrotondare e a portarsi a casa 100 euro l’ora, arricchiscono il cv ed entrano nel giro delle consulenze legate alla formazione e alla politica.

    Sono i classici casi in cui i bandi per la ricerca di docenti e personale vengono cuciti su misura del candidato prescelto dal comitato direttivo, ma del resto è così anche per molti bandi di corsi PON delle scuole pubbliche e per gli incarichi di collaborazione dell’Università.

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