Schifani: sui termovalorizzatori i siciliani apprezzano le nostre scelte

Schifani: “Sui termovalorizzatori i siciliani apprezzano le nostre scelte”

Commenti

    No ai termovalorizzatori ..

    in termini di principio si potrebbe anche essere favorevoli, il problema subentra quando a doverli appaltare/aggiudicare/realizzare e infine controllare è la Regione Siciliana, che se fosse per me dovrebbe limitarsi a realizzare cannoli.

    per fare un esempio basterebbe considerari la situazione: depuratori, starde del CAS, rete idrica tutte di (in)competenza regionale.

    quindi sono favorevole ai termovalorizzatori…ora stupitemi, dimostratemi che non siamo alle solite….

    si prendono per i capelli quando sanno che ci vogliono 10 anni per la costruzione e almeno 3 per spirugghiare la matassa dei progetti e ricorsi vari, nel frattempo munnizza a tignitè discariche piene e gente che si fa i picciuli. I contrari in Italia e favorevoli all’estero dei termovalorizzatori almeno oggi vengono allo scoperto con buona pace di tutti noi

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Trovo sempre conforto e verifica nelle parole di don Corrado Lorefice, con il suo lavoro ha ridato a Palermo l’orgoglio di capoluogo. E’un esempio per tutti. Anche Palermo, sembra, si cominci a muovere seguendo il suo esempio. E dura. Ma non impossibile. E’, in ogni caso, non abbiamo alternative credibili al dominio dei nostri politicanti corrotti fino al midollo.

Con il dovuto rispetto, solidarietà al “minimo sindacale” nelle parole di monsignor Antonino Raspante. Vuol dire che così vanno le così fra i vescovi di Sicilia. Mentre in Calabria... “Noi vescovi di Calabria non possiamo tacere. Lo diciamo con il dolore di pastori, con la fermezza di chi sa che il silenzio, in certi momenti, diventa complicità. Chiediamo che le procure di Paola, Vibo Valentia e Trapani ricevano ogni risorsa necessaria per dare un nome a chi è stato restituito dal mare e per accertare le responsabilità. Meno arrivi, più morti. Chiediamo che si smetta di misurare il successo di una politica migratoria contando solo chi arriva senza considerare chi muore. Il mare ci chiede conto. Quei morti ci chiedono conto e noi non possiamo rispondere con il silenzio”.

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